Ep. 8 - App Store Awards 2025: le migliori app per Apple analizzate da noi dev
📺 Abstract
In questo episodio conclusivo dell'anno, il team di Unicorn Donkeys analizza gli App Store Awards 2024, discute di design, feature-set e strategie di rilascio per app di successo.
- App Store Awards Analysis: Revisione critica di app premiate (Timo, Storygraph, Capwords, Art of Fauna), con focus su design, funzionalità e impatto culturale.
- Il Dibattito sugli Awards: Riflessione sulla società della performance, il pericolo dell'appiattimento dei gusti e il valore reale dei riconoscimenti per indie developer.
- Game Awards & Creazione di Tendenze: Considerazioni sulla vittoria di Baldur's Gate 3 (Claire Obscure) e come gli awards creano standard nel mercato.
- News Tech: Traduzione real-time su AirPods anche in Italia, restrizioni sui social in Australia per minori.
- Recap Annuale & Lezioni Apprese: Bilancio dell'anno per Unicorn Donkeys, importanza di superare la "paura dell'imperfezione" e rilasciare spesso ("tagli di capelli") piuttosto che attendere il "tatuaggio perfetto".
🎙️ Transcript
Angelo: Benvenuti a InDevelopment, il podcast dove commentiamo ciò che succede nel mondo dello sviluppo software raccontando come impatta sul nostro lavoro. Sono Angelo, Gianluca, Gabriella e Francesco in regia.
Angelo: Insieme abbiamo creato un team di sviluppo chiamato Unicorn Donkeys e questo è il nostro percorso per diventare un'azienda. In questa puntata parleremo di App Store Awards. No Apple Store, solo App Store Awards.
Gabriella: Esattamente.
Angelo: Parleremo un po', commenteremo queste app che sono uscite, qualcuna, non tutte, che hanno vinto e capiremo cosa le ha portate a vincere, cosa noi sviluppatori possiamo fare per provare a essere anche noi a vincere uno di questi awards. E poi parleremo di altre news in generale.
Angelo: News in generale, tra cui quello della traduzione in tempo reale delle AirPods. Esattamente. Adesso anche in Italia e io oggi mi lamenterò dei Game Awards. Quindi inizia!
Gianluca: Siamo tornati a casa.
Gabriella: Siamo tornati a casa.
Gianluca: Siamo tornati a casa.
Gabriella: Siamo tornati a casa e con una cosa nuova per la quale dobbiamo ringraziare solo Gaetano. Quindi per piacere un applauso in post-produzione. Grazie. È bellissimo. Quindi per piacere commentate sulla bellissima cosa. Ovviamente Gaetano è bellissimo. Ma soprattutto Honk messo così è fantastico.
Gianluca: Stiamo diventando sempre più professional con il set. Dovremo diventare noi tre professional.
Gabriella: A quel punto. Sì, noi non lo so, però va bene. Va bene.
Gianluca: Dicembre, quindi siamo alla fine dell'anno. Siamo un attimo in una fase dove tutte le cose vanno verso la conclusione. Anche noi abbiamo fatto un po' di ragionamenti. Che è successo? Abbiamo fatto un po' di ragionamenti verso la conclusione del nostro percorso annuale. Adesso siamo in una fase dove ovviamente anche le grosse aziende sono arrivate a concludere l'anno. E stanno portando premi da tutte le parti. Portiamo Apple, GameWorks. Diciamo è dicembre il mese dei premi. Sì. Praticamente. E dei Wrapped. E dei Wrapped. E dei Wrapped, esatto. Cosa di cui non parleremo. No, no, no. Niente. A nessuno interessa che musica ascolta. Niente Wrapped che però sono ovunque. Ho anche visto il nostro Wrapped del podcast perché Spotify fa anche Wrapped per i creators. È molto interessante. Dovreste andare a uno sport. Voi che tal è uscito sul Wrapped?
Gabriella: 65 mi pare. Ma è la media di tutti praticamente. La tua? Io ho Apple Music. Non mi è uscita l'età. Neanche io. Spotify perché ho YouTube Music. Quindi...
Gabriella: Ma soprattutto per quanto riguarda gli awards, Angelo aveva qualcosa da dire di importantissimo su...
Angelo: Vabbè avrei un rant da fare su questo fatto. Dai veloce. Togliamoci il pensiero.
Angelo: Ma non è un pensiero molto breve. Però questa società che deve per forza premiare le cose a me mi ha un po' scocciato. Anche perché ci porta a un appiattimento culturale. A tutti deve piacere le stesse cose. Tutti dobbiamo vedere le stesse cose. Che palle. È bello ciò che è bello. È bello ciò che è piatto. Non ci rompete le palle con questi awards. È tutto queste cose qua. E soprattutto un plauso alla mediocrità. Ma perché dobbiamo vincere sempre queste cose? Sempre i migliori, i più belli, le più quelle. Questa società della performance ci ha rotto le scato.
Gianluca: Ma con chi ce l'hai in particolare? Scusa.
Gabriella: Con la società anche. Con la società. In generale.
Angelo: In generale. Però noi andiamo...
Gabriella: Non abbiamo vinto nessun award.
Gabriella: Infatti, ma noi non arriviamo neanche alla mediocrità. Quello è il problema.
Angelo: Cioè, quello è un grosso problema.
Gabriella: E invece per quanto riguarda il Game Award, che c'è stata questa grande vittoria su tutti.
Angelo: Un plebiscito per Claire Obscure, Expedition 33.
Gabriella: Sei d'accordo? Sei d'accordo?
Angelo: Allora, io ero molto contento all'inizio dell'anno che avesse avuto molto successo. Expedition, che insomma, per chi non lo sapesse, è questo videogioco RPG a turni di una casa francese formata da 33 sviluppatori, che sono ex sviluppatori di Ubisoft, mi sembra, che hanno lasciato questa grande compagnia, hanno formato questo team di sviluppo indipendente, che quindi è un sviluppo software indipendente, come noi, e hanno tirato fuori questo giochino, giocone, molto, molto bello. E ero molto contento, perché in realtà esce molto dagli schemi, dai tripla A, delle case super blasonate, fa vedere che c'è possibilità di fare altro, a differenza di fare solo le stesse cose che piacciono a tutti.
Angelo: Però questo pubblicito mi ha lasciato un po' un amaro in bocca, perché c'è sempre questo. Cioè, speravo che con appunto, come stavo facendo il rant prima, che questo pubblicito per Claire Obscure mi ha fatto. Cioè, appiattisce comunque sempre tutto, nel senso che sì, ok, è un bel gioco, tutte le cose eccetera, però effettivamente, meritava tutti questi premi su tutte le categorie che ha vinto? Secondo me no. Cioè, secondo me era proprio. Doveva essere Claire Obscure, è stato per me il mancato. Cioè, la mancata possibilità di essere l'emblema di un mercato che si apriva a tutti e non all'esaltazione solo di un caso per l'ennesima volta. E quindi sono un po' poco contento di questi Game Awards, di questa premiazione un po' eccessiva. Perché ok, sì, è bello. Ci è piaciuto. Ti piace questa cosa. A me non è piaciuto, tra l'altro.
Gianluca: Non capito, ti è piaciuto o non ti è piaciuto?
Angelo: No, a me non è piaciuto, l'ho abbandonato dopo le prime 5-6 ore di gioco. Mi sono veramente. Cioè, il prologo è veramente bellissimo, veramente bello il prologo. Però il lato artistico, a parte le musiche, che è quello che mi sono piaciute tanto, il lato artistico del prodotto non è nelle mie corde, però quello è soggettivo. E onestamente non l'ho trovato così avvincente.
Angelo: È un mio mero gusto personale, quindi ci sta che agli altri sia piaciuto. Non lo contesto, però.
Gianluca: Vabbè, è un giocone importante, però, che non ti è piaciuto.
Angelo: No, sì, però non è quello il problema. Cioè, non dico che non meriti perché non è piaciuto a me. Semplicemente dico che quest'anno, secondo me è stato, sul punto di vista dei videogiochi, uno degli anni migliori degli ultimi dieci anni per i videogiocatori, perché ci sono state tante possibilità. E secondo me, quest'anno, per cambiare i trend soliti in cui vengono premiati sempre gli stessi prodotti, sarebbe stato bello premiare tanti come Blueprints, come Silksong, come Death Stranding 2. Cioè, erano tanti dispatch, un bellissimo gioco. Cioè, c'erano tante possibilità, invece, niente. Abbiamo fatto i performativi e quindi ci piace solo. Dobbiamo fare i sommelier e quindi solo il gioco.
Gabriella: A me piace il discorso sulla società e l'appiattimento un po' dei gusti in generale, perché nel momento in cui vai a dire che una determinata cosa è la migliore in assoluto, comunque, di quell'anno in una determinata categoria, poi a un certo punto si standardizza un po' tutto e diventa poi, diciamo, la base per quello che verrà. A volte, però, credo che sia utile avere per degli indie developer, per le persone in generale, una sorta di riconoscimento. Che poi puoi anche averlo tu, per te stesso. Non c'è bisogno che qualcuno, tipo, Apple ti dica bravo, ottimo. Però, secondo me, sempre per sopravvivere a questa società, è un po' utile e carino avere un attimo.
Gianluca: Vabbè, come tutte le cose, ha senso se gli dai un contesto. Dare il premio al migliore è un po' come dire sei il bambino più bravo della classe. Cioè, per quanto possa essere una cosa che apprezzi, non vale nulla nel contesto in cui non sai perché sei in quella posizione. Quindi, anche dare un giusto obiettivo a tutte le altre aziende di come si dovrebbe lavorare è importante. Arrivare a un contesto dove dire, guarda, questa è l'applicazione che ha vinto questi award per questo motivo qua, perché ha fatto queste cose qua, perché sono stati rispettati questi obiettivi, eccetera, eccetera. Quello è quello che fa poi veramente la differenza.
Gabriella: Sì, infatti, diciamo che per oggi l'obiettivo non è tanto giudicare le applicazioni che hanno vinto, ma capire esattamente quali sono gli elementi che noi possiamo utilizzare e gli elementi che ci piacciono. Io lo trovo semplicemente una vetrina, quella degli App Store Awards, anche dei Design Awards di Apple. È una bellissima vetrina che arriva a tantissime persone e ispira noi developer. Quindi, personalmente, mi fa molto piacere poter vedere un'applicazione e dire, ok, questa è stata riconosciuta per una determinata caratteristica, posso mettere quella caratteristica nella mia app per renderla migliore? O anche dire, riconoscere anche che determinate feature, determinate cose sono già presenti nelle mie applicazioni. Quindi, anche un po' avere di sollievo nel dire, ok, sto facendo la cosa giusta, comunque sto nella direzione giusta e posso continuare così. Quindi, lo trovo comunque un'occasione per i developer di confrontarsi con il loro lavoro e quello degli altri. Che comunque facciamo sempre, a prescindere ogni volta che hai desiderio, hai un'idea.
Angelo: È vero.
Gabriella: Però, quando abbiamo un'idea, la prima cosa che facciamo è andare a vedere i competitor in quel mercato. Perché uno non vuole ripetere le cose che fanno gli altri. Perché se qualcuno sta facendo una cosa al top, è un po' inutile che tu vada nello stesso ambiente e fai esattamente la cosa che sta facendo quella persona. Secondo me.
Angelo: Però puoi fare esattamente quella cosa a modo tuo.
Gabriella: Esattamente. Però è modo tuo. Cioè, il punto è capire cosa fanno gli altri per renderlo tuo e quindi dare quel shift che è utile. Però se non ti confronti mai, non potrai mai capirlo.
Angelo: No, ma infatti il confronto è importante, però, per esempio, trovo più sensato quello che faremo noi oggi. Cioè, vedremo cosa li ha portati a vincere e cosa possiamo fare noi per fare lo stesso. Cioè, per cercare un confronto e capire, insomma, migliorarci a vicenda da questo confronto. Allora, cercando di passare queste informazioni anche a voi che ci seguite e magari vi servono. O magari no.
Gianluca: Vabbè, sicuramente devi avere un occhio critico su quello che può essere un'applicazione che ha ricevuto un premio. C'è da dire che si nota un po' un pattern in cui più o meno sono sempre le stesse app nella sezione degli awards. Tra i design awards e gli app store awards, appunto, più o meno faccia nota se sono viste.
Angelo: Vabbè, ma un buon design ti può portare solo a vincere.
Gianluca: Certo, sicuramente. Però la cosa importante da capire è come arrivare in quel circolo di applicazioni che vengono costantemente selezionate come the best of the category. Quindi capire un po' quali sono poi le caratteristiche. Che in generale è una cosa che, vabbè, noi lo facciamo adesso come occhio critico. Tra l'altro, non tutti noi abbiamo viste queste applicazioni. Quindi sarà anche un po' una cosa live per noi in generale. Cercare di un po', strutturare un po' bene quello che potrebbe essere. Non soltanto poi la pensée, magari anche la pagina dell'app store. Cercare di capire cosa è successo dietro. Qual è stato il pensiero che possono aver fatto loro e perché hanno avuto questo riconoscimento. Cioè, cerchiamo un attimo un po' di capire, dal nostro punto di vista, perché loro abbiano fatto questo e scelto meno.
Gianluca: Sono d'accordo.
Angelo: Quindi iniziamo con la prima app.
Gianluca: Qual è la prima?
Gabriella: Allora...
Gianluca: Ah, prima di tutto però diciamo che abbiamo scelto la categoria solo iPhone, giusto?
Gabriella: No, non abbiamo scelto solo iPhone.
Angelo: Abbiamo preso delle app. Abbiamo preso. Cioè, Gabriella per noi ha scelto.
Angelo: Cioè, Gabriella per noi ha scelto...
Gianluca: Abbiamo un conto.
Angelo: Quattro?
Gabriella: Sì, sono quattro applicazioni e diciamo ho scelto quelle che potevano ispirarci maggiormente.
Angelo: Quindi le abbiamo scelte a gusto nostro. Quindi se voi avevate altri gusti non ci interessa proprio. Perché Gabriella ha scelto così.
Gabriella: Sicuramente la più famosa è Timo, che magari citeremo per dopo, ha vinto la categoria per gli iPhone. E insieme le finaliste erano Ladder e BandLab, che però, insomma, Ladder è un'applicazione per workout. E fatta molto bene. E invece BandLab era per creare praticamente musica live e pubblicarla. E diciamo, ho detto, non sono due applicazioni su cui noi punteremo, o almeno adesso siamo interessati. Invece Timo è una semplice applicazione di to-do list. Oddio, semplice è un parolo, non è proprio la scelta giusta. Però è una to-do list che fa quello specifico task molto bene. Quindi è lì, secondo me, la semplicità.
Angelo: Quindi dobbiamo partire da Timo a questo punto, visto che hai fatto tutta questa discussione. Cioè, a questo punto iniziamo da Timo. Va bene, va bene. Ti direi, vediamo anche la pagina del...
Gabriella: Allora, app icon di Timo, bellissima. A me piace.
Angelo: Non lo so, io non capisco quella mano, qual è il verso di quella mano. Però, a parte quello, però vedo che fa molto studio, cioè utilizzo di questa mascotte.
Angelo: Sì, è la mascotte. Anche all'interno dell'app, perché l'ho vista anche nelle notifiche, pure mi sembrava di avere la vista.
Gabriella: Sì, è la mascotte rappresentativa dell'applicazione ed è un'applicazione per neurodivergenti. Quindi un planner, una to-do list per chi ha magari ADHD o comunque neurodivergenti. E' molto bella dal punto di vista di design. Guardando, insomma, la product page vediamo questi bellissimi screenshot di rappresentativi.
Angelo: In realtà sono molto mi piacciono. Però, allora, io ho un problema con le persone che splittano su più screenshot le immagini. Soprattutto se qua mi stai facendo vedere, mi devi far vedere questa cosa in tre dimensioni. Però in realtà sono molto curati, si vede molto belli.
Gabriella: E mi piace questo elemento semplice, però in qualche modo molto elegante. E vorrei capire esattamente, magari utilizzandola di più, vorrei capire effettivamente in che modo può aiutare anche il design dal punto di vista della pianificazione per chi ha dei disturbi dell'attenzione.
Gianluca: Questa parli della funzione della lista dei to-do.
Gabriella: Sì, della lista dei to-do, ma in generale per tutta l'applicazione.
Angelo: Non ti dimenticare che ci sarà il supporto video di questa cosa, ma molti ci seguono da Spotify o solo con l'audio. Quindi non ti dimenticare di fare menzioni a delle cose.
Gabriella: Tutte le applicazioni hanno un in-app purchase, per lo più subscription.
Angelo: E ci piace.
Gabriella: Qui vediamo, Angelo, in questo caso. Perciò l'hai scelta.
Angelo: Abbiamo capito. Perché l'hai scelta.
Gianluca: Posso dire che questa icona è abbastanza semplice?
Gabriella: No, questa qui è la famosissima immagine pro per le feature pro, che devo fare io. Questa qua che doveva fare Angelo.
Gianluca: Non si nota che stanno discutendo esattamente di questa feature per altre cose.
Gianluca: Sì, sì. Non si nota per nulla.
Gabriella: Outsoon ha bisogno di questa immagine. Quindi Angelo.
Gabriella: Spoiler!
Angelo: Stai spoilerando. Vabbè, l'abbiamo già detto.
Gabriella: L'abbiamo già detto.
Gianluca: Comunque, vedi un attimo l'ultimo aggiornamento.
Gianluca: Cosa c'è negli ultimi aggiornamenti? What's new?
Gabriella: Versione 3.35. Ah, l'hanno aggiornata tre giorni fa, giustamente.
Gianluca: Dopo aver ricevuto il premio hanno dato un po' un aggiornamento.
Gianluca: Comunque, semplice.
Gabriella: Smaller pack fixes and pack fixing. No, ma non è neanche tanto quello.
Gianluca: Più che altro avranno aggiunto effettivamente i due screenshot con. L.A. World, sì. La cosa del premio che hanno vinto.
Gianluca: Avranno dato comunque un po' più di contesto con appunto il premio. Apple. Apple di Apple.
Gabriella: R.A. World. Ricordiamo che era finalista degli Apple Design Award nel 2024. Quindi, diciamo che magari è anche evoluta nel tempo. E essendo finalista dei Design Award, secondo me, ha avuto la possibilità di migliorare poi per questo 2025.
Gianluca: Puoi scorrere un po' giù l'App Store? Scusami, vediamo un attimo che cosa hanno messo tra privacy e accessibility label? Se c'è qualcosa interessante.
Gabriella: E' un po' di dati di tracciamento.
Gianluca: Ok. Ah, non hanno l'accessibility label? Interessante.
Gabriella: No, ce l'hanno che io non ho l'applicazione, non ho la versione.
Gabriella: Ah, iOS 26. Esattamente.
Gianluca: Abbiamo fatto un errore, ma torniamo. Io lo faccio per noi.
Angelo: Ah, quindi adesso abbiamo le app.
Gabriella: Sì, non in Glass. Mi dispiace.
Angelo: Vabbè, vabbè, non fa niente. Registreremo tutto con un telefono con il Glass, se casomai ci dovesse interessare.
Gabriella: Comunque, questo è nella fase di onboarding dell'applicazione. Diciamo che la cosa che ti chiede, che è importante all'inizio, è se pensi di essere neurodivergente, puoi dire di sì, puoi dire forse, puoi dire anche no, non lo sono. E poi ti chiede per quale motivo vorresti utilizzare questa applicazione.
Gianluca: Sì, no, comunque è abbastanza pulito come design. Sì, è molto elegante. Abbastanza semplice, molto pulito.
Gabriella: È estremamente elegante, è la cosa che più mi piace.
Angelo: Quello che si prefissa di fare, Gustav, secondo me è necessario. Sì, perché per evitare distrazioni, aumentare il focus della persona, che è molto bello per questa animazione, mentre si scrive.
Gianluca: Stai creando qualcosa con le AI.
Gabriella: Sì, tutto è AI-based.
Gianluca: Tutto è AI-based.
Gabriella: La main feature dell'applicazione è AI-based, perché ti gestisce praticamente quello che hai da fare nel modo più ottimizzato possibile, in base alla tua agenda. All'inizio ti chiede anche di importare il tuo calendario.
Angelo: Anche perché credo che magari è proprio quel punto, no? Per una to-do list, cioè uno si scoccia di inserire tutte le proprie cose.
Gianluca: Sicuramente.
Angelo: Avere un'assistenza da parte delle AI. Aiuto. Nel gestirle, almeno.
Angelo: Oddio, i confetti. Mi piace.
Gianluca: Il contesto che vedo comunque è che è molto lineare in tutte le varie schermate. Si nota comunque una certa consistency in tutti gli elementi. Comunque è un design abbastanza semplice, pulito, molto fatto bene, sicuramente.
Gabriella: Abbiamo quattro item nella tab bar, con la parte del profilo, con i weekly inside, c'è tutta la parte del pro ovviamente, e poi la questione che avranno tutte le applicazioni, quindi per fare rating dell'app, per mandare delle mail sui feedback, e che le solite domande da chiedere. E mi piace. C'è anche la sezione focus, che è molto interessante.
Angelo: Cos'è un pomodoro timer.
Gabriella: Esattamente. E' tutto molto clean, che ripprende poi la mascotte.
Gabriella: E poi. C'è la parte del to-do, che è una semplice, letteralmente, una semplice. Tipo quella sulla. Cioè sulla. Una delle tantissime. L'iPhone. Esattamente. E io l'unica. Cioè la cosa che vedo è che il design è estremamente semplice per non distrarre le persone.
Gabriella: Questo vorrei capire. Secondo me più utilizzando l'applicazione capiremo effettivamente dov'è il.
Angelo: Sicuramente nell'analisi che facciamo oggi non è molto profonda, perché stiamo vedendo oggi per la mia volta, quindi ve ne parliamo per quello che vediamo, però.
Angelo: Sì, è molto. Più che semplice, direi. Lean.
Gabriella: Esatto.
Gianluca: Le microanimazioni sono molto carine. Sono bellissime. Tutte le iconcine più o meno, quasi tutte le iconcine si muovono, fanno una piccola animazione.
Angelo: Certo, quel calendario alla fine fa un'animazione un po' strana che non percepisco come.
Gianluca: Quella mascottina in basso a destra che cosa fa?
Gabriella: È praticamente.
Gianluca: Maschini, è il wrapper di.
Angelo: È il chatbot.
Gabriella: Esatto, è il chatbot, le hai praticamente.
Gianluca: Che mi serve un chatbot su un to-do list?
Angelo: Perché magari gli dici, fai questo e ti aggiungi il task. Più le dici, domani ho da fare questa cosa, mi devi fare. Fammi 15 task di io che devo fare questo, questo, questo, questo, questo e questo, per non farlo tu da solo.
Gianluca: No, con l'hamburger laterale però.
Angelo: Chissà se, però. Perché?
Gianluca: Però è una semplice schematica.
Gabriella: Cioè di solito.
Angelo: L'hamburger dove lo vedi? Qui.
Gianluca: È un altro a sinistra, guarda, che apre questa cosa con solo chat history.
Angelo: Vabbè, molto prende. Prende ispirazione da G, G, P, T.
Gabriella: Ma tutte.
Angelo: Dalle chatbot ormai in generale, Gemini pure c'ha questo sulla sinistra. C'hanno i record delle chat sulla sinistra in un.
Gabriella: Ultimamente mi sono fatta la domanda.
Angelo: Per molto web come. Cioè come.
Gabriella: È vero come. Però ultimamente mi sono fatta questa domanda su. Su, diciamo, l'inserimento delle AI e dei chatbot all'interno delle applicazioni per iOS.
Gabriella: Perché c'è una questione tra ripetere o comunque riproporre all'utente una cosa che è abituato a vedere e quindi in questo caso magari appunto proprio la. Come è displayato tutto, quindi il testo sotto.
Angelo: Displayato tutto.
Gabriella: Non è proprio italiano. E anche.
Gianluca: Ma manco inglese, cioè voi.
Angelo: Quello è il problema.
Gabriella: È un mix. E anche il fatto. Cioè io subito ho capito che questa icona. Era un chatbot. Esattamente sul lato destro fosse un chatbot, però.
Angelo: Però si presta anche il personaggino perché.
Angelo: Sì. Diciamo appunto una. Questo fatto che le AI non hanno delle facce, non sono qualcosa a cui ti puoi relazionare. Invece questo con la mascotta ha bypassato questo un po' di stacco di queste auree che si muovono mentre stanno ragionando, queste cose un po'.
Angelo: Esatto, esatto. Un po' più.
Angelo: Sì.
Gabriella: Di metafisici. Di metafisici. Molto metafisici. Però c'è una linea che. Diciamo tra. Voler riproporre una cosa e inserirla all'interno di questo contesto che è invece per telefono. Tipo per Gianluca è sembrato strano questo menu, però è una cosa a cui siamo abituati. Quindi io credo che proprio dal punto di vista di scelta di design è lì che devi fare un po' di AB testing e dici ok.
Gianluca: Ma sì, si nota sicuramente. Qua la vittoria sul design che loro hanno è. Hanno fatto una scelta, non seguono quasi nulla delle Human Interface Guidelines di Apple. Hanno fatto un loro design con una loro scelta di stile. La cosa che sicuramente li ha fatti vincere è che sono consistent su tutta l'applicazione. Cioè, nonostante si possono permettere di non seguire linee guida o comunque gli standard di design di Apple, hanno comunque fatto un lavoro molto pulito. Essendo molto coerente tutto tra di loro, essendo molto ben organizzato, non hanno questi problemi. Quindi sicuramente qui si nota che sanno lavorare. Poi noto anche che comunque hanno un sacco di feature in realtà. Cioè, widget, Mac, integrazioni con le AI. Quindi anche a livello di sistema operativo sicuramente loro integreranno un sacco di estensioni con quello che è il telefono, il sistema operativo in generale, tutto. Quindi.
Gabriella: Con le AI ti dà anche la possibilità di priorizzare le task che hai da fare. Che è un.
Angelo: Ci sa qual è, secondo quale. Se puoi dare un tune. Per capire.
Gabriella: Un prompt. Per dire, ok, mi serve questa tipologia.
Angelo: Secondo me, una bella applicazione dal punto di vista di design, e capisco perché sia arrivata tra i finalisti, la utilizzerò per capire esattamente la differenza tra un'applicazione di to-do normale e una così focusata.
Angelo: Sull'utilizzo degli AI. Esatto, anche un'altra parola oggi è displayato e focusato. Un focus così alto su proprio. L'integrazione dell'emodivergeneza.
Gabriella: Esattamente, perché c'è anche una sezione di knowledge in cui ti spiegano un po' anche dal punto di vista dell'autismo e l'ADHD.
Gianluca: E questo è interessantissimo, comunque a livello di impatto che può avere questa applicazione, sicuramente non è la classica app che ti fa il to-do, ti risolve il problemino. Ti dà anche quella cosina in più di knowledge, comunque ti copre una cosa in più che non è soltanto la main feature dell'applicazione. Quindi a livello anche di impatto sull'utenza, tanta roba. Bene. Carina.
Angelo: Prossima. Ci è piaciuta, Timo?
Gianluca: Prima la usate, la usate, la usate, Kiss, Love, com'era quel fatto?
Gabriella: Kiss, Mary, Gill.
Gianluca: Vuoi fare questa cosa?
Angelo: Come la facciamo, Kiss, Mary, Gill? Sono tre, tu ne hai scelte quattro.
Gianluca: Vabbè, ti ci piace.
Gabriella: Vabbè, una non entrerà neanche.
Angelo: Era da fare questa cosa, era da fare alla fine, perché, capito? Cioè, una per Kiss, una per Mary, una per.
Gianluca: Perché non ne facciamo perché sono quattro.
Angelo: La scarichi o non la scarichi?
Gabriella: La scarico, la scarico. La scarichi? Sì, la scarico e la provo, sinceramente, perché voglio analizzare un po'.
Angelo: Mi piace molto a livello di UI, mi piace molto l'estetica della mascot, la scelta della mascot e tutto. Mi piace la scelta del colore viola, ma purtroppo io non uso le to-do list, mai usate. Però magari la scarico, magari questa.
Gianluca: Vabbè, vedela come applicazione, la scarichi o non la scarichi? Come app in generale?
Angelo: No, per come si presenta la scaricherei.
Gabriella: Mi piace la scelta di avere un mese di free trial, perché questa è un'altra cosa che ci eravamo chiesti. Secondo me, per questa applicazione è necessario avere un mese di free trial, perché nella scelta di un'applicazione che crea delle abitudini, non puoi avere i soliti sette giorni. C'è proprio bisogno che l'utente utilizzi più volte, spesso, e inserisca all'interno della sua routine la tua applicazione.
Angelo: E questa scelta di avere un mese di free trial, secondo me è molto pensata per l'utente e poco al guadagno del developer.
Gianluca: Il guadagno nasce perché proprio ti abitui ad usarlo, proprio è quella la questione.
Gabriella: Però è proprio una fiducia nell'applicazione e un rispetto anche verso l'utente nel dire, io so che questa applicazione potrebbe aiutarti, quindi ti lascio il tempo per provarla e per decidere se effettivamente hai bisogno di questa applicazione o meno. Secondo me è un'ottima scelta che non vedo fatta per molti e noi ci eravamo chiesti effettivamente per Outsoon se ha senso avere.
Angelo: Però qua c'è da capire, cioè secondo me anche dipende anche dal tipo di app, nel senso che probabilmente l'efficacia o meno di un'app sul to-do list la puoi vedere di più su un lungo periodo, visto che è un planner e quindi magari in una settimana, due di prova non puoi effettivamente esaurire tutte le sue funzionalità e capire se fa per te.
Gianluca: Considerando pure che hanno una lunghissima lista di competitor, quindi anche quello.
Angelo: Anche quello, però.
Gabriella: Sì, anche da considerare.
Angelo: Poi secondo me dipende anche dal tipo di app. Per la nostra non lo so se è un mese.
Gabriella: No, un mese, però la questione era anche fare anche per due settimane di prova, ok? C'eravamo posti il problema, ma due settimane saranno troppe o non sono sufficienti?
Angelo: Però perché siamo troppo abituati a pensare ai seven days? Cioè l'idea del trial deve essere di sette giorni? Non è detto. Non è detto, dipende proprio dall'applicazione e effettivamente tu, se credi che una determinata cosa richiede più tempo.
Gabriella: Per me questa sono estremamente d'accordo che richieda 30 giorni per come utilizzo.
Gianluca: Sono quasi dell'idea ormai che solo i giochi veramente necessitano pochissimo tempo di trial. Perché alla fine ormai ce ne sono talmente tanti app, talmente tanti competitor che veramente non lo so, ragionamento.
Angelo: Da videogiocatore non sono molto d'accordo. Ok. Ma.
Angelo: Tu cosa ne pensi di quest'app? La scaricheresti?
Gianluca: Non scaricherei. Non perché non sia fatta bene. Veramente è un bellissimo prodotto.
Angelo: Cioè hanno vinto gli apps, chi siamo noi? Sì, ovviamente. Per dire, però siamo noi.
Gianluca: Sono una bellissima applicazione. Io sono ancora su carta e penna, su questo tipo di cose. Vai journaling. Non proprio journaling, però mi trovo meglio ad avere una cosa fisica, perché ancora non riesco a trovarmi bene con. Ne ho usate tante di app di To Do e.
Angelo: Siamo vecchi.
Gianluca: Ma avere un oggetto fisico mi darà meno spazio di distrazione in generale. Però. Ritorno anche a come ho fatto con te. Se devo guardare l'applicazione in sé e dovresti scegliere un'app di ToDo, non so neanche se sia questa poi quella che mi darebbe la convinzione di usarla. Cioè io ad esempio ho usato molto ToDoist in passato e la funzione che mi serviva molto era ad esempio la condivisione sul cloud, che tutto fosse sincronizzato, che mi sposto tra l'iPhone e il computer molto facilmente. Questa era una delle funzioni che usavo di più. Però anche lì a un certo punto. Cioè il digitale su queste cose per me personalmente mi confonde in generale. Quindi nonostante loro abbiano tantissimi competitor, non lo so, non scaricherei. Però bella. Sicuramente affascinante.
Angelo: Passiamo alla prossima. La prossima è molto interessante.
Gabriella: Fa parte della categoria per l'impatto culturale. Qui è sull'impatto culturale per la community di chi legge libri. Grande comunità.
Gabriella: Una cosa interessante è che l'applicazione Storygraph io già l'avevo scaricata. Quindi quando ho scoperto che era negli award.
Angelo: Ti sei. Ho detto. Ah ok, ok.
Angelo: Ne capisco, si vede che ne capisco. Perché l'avevo scaricata prima.
Gianluca: Ma l'hai scaricata e usata anche?
Gabriella: Sì, ho iniziato ad usarla. Poi.
Angelo: Spiegaci allora cosa fa questa. Ci dai anche un'ottica da utente.
Gianluca: Niente, perché l'ho utilizzata poco. Faceva parte di un competitor analysis.
Angelo: Oh, interessante. Che cosa ci vuoi dire? Cabrile Lanziano.
Gabriella: Niente, niente. E quindi. Per me è stato un po' molto asettico. Insomma, sai quando stai cercando di analizzare qualcosa. Quindi non lo fai con molta passione. Ho detto ok, vediamo un po' le feature. E comunque l'onboarding è stato molto semplice per questa applicazione. Quindi per me inserirmi all'interno è stato veramente semplice. E l'ho trovata piena, piena zeppa di feature. È veramente completa. È molto ben sviluppata.
Angelo: Noi però ancora non abbiamo capito che fa.
Gabriella: Sì, l'applicazione è praticamente un tracking dei libri che leggi e del modo in cui leggi. Una cosa importante di questa applicazione è quindi puoi inserire i libri che stai leggendo, quelli che vuoi leggere e ti dà anche delle raccomandazioni in base a. Diciamo capisce più o meno con le AI ovviamente. Capisce le tue abitudini e ti darà anche dei libri che potrebbero piacerti. Una cosa. L'impatto culturale è perché è molto inserita all'interno di questa applicazione la community. Quindi ci sono. Infatti ci sono le challenge che era una cosa che in questa categoria di tracking di libri, insomma, non era molto comune, non è molto sviluppata. Ovvero avere delle. Avere un po' le challenge. C'è gente che crea delle challenge che puoi seguire o la tua stessa puoi impostare qual è il tuo reading goal. Il che lo trovo molto interessante. È una cosa che viene fatta poco nelle applicazioni della stessa categoria.
Angelo: Controlla un po' la pagina del.
Gabriella: Sì, avere un po' le challenge.
Angelo: Vedo un pattern sulle preview. Questo iPhone che va sopra sotto, sopra sotto.
Gabriella: Va bene, è una cosa semplice che cerca di creare movimento.
Gianluca: Io noto anche quel frame dell'iPhone che sembra anche messo non perfetto.
Angelo: Allora, diciamo che devo fare un appello. Cioè, un appello. Devo far notare questa cosa ai miei amici di Storygraph. Storygraph, sì, no? Storygraph, sì. Allora, ragazzi, io, noi, tutti, ci scocciamo di fare i screen con QuickTime, eccetera. Si nota proprio. Però, cioè, cambia l'orario a ogni. Cioè, si vede che siete connessi al Wi-Fi. Cioè, almeno i screen. Cioè, capito? E noi ci impegniamo e ci scocciamo di farlo tutti. Però lo dobbiamo fare. E poi aggiorniamo questi. Cioè, questo iPhone è vecchio. Si vede. Il bezel di questo iPhone. Che cos'è? Un iPhone 10. Cos'è? E dai. Bisogna fare le cose fatte bene. Cioè, vinciamo questi app store rewards. E poi ci perdiamo per delle stupidaggini. Io non metto in dubbio.
Gianluca: È meno curato rispetto a prima, secondo me, la sezione degli screenshot.
Angelo: Diciamo che sì. Però va bene. Diciamo che sicuramente le feature che ci stavi dicendo.
Gianluca: Posso buttare la bomba su quanto sia brutta l'App Icon?
Angelo: Io l'avevo visto.
Gabriella: Allora, l'App Icon è una questione molto complessa. Ah, un barcode. Perché.
Gabriella: L'App Icon.
Gianluca: Ho sbloccato. Ho sbloccato. Ho sbloccato l'odio di Angelo, vai.
Angelo: No, no, no. Nessun odio. In realtà.
Gabriella: Sono dei libri. Tre libri su una shelf.
Angelo: Si capisce tranquillamente che sono tre libri su una shelf. No, si capisce che sono tre libri su una shelf, però. Cioè. Sicuramente ci sta.
Gianluca: Non mi piace a me lo stile. Sembra molto. Troppo clean, diciamo.
Gabriella: Per quanto riguarda l'App Icon, io vi butto una cosa, facendo sempre la mia competitor analysis, per quanto riguarda le applicazioni di. Dei miner non ti piace nessuna? No, no, no. Di reading. Molti utilizzano questi libri messi così. E invece aggiungo, in questa posizione. E vabbè, devi essere riconoscibile.
Gabriella: E invece aggiungo, in questa categoria dei libri, oltre a Storygraph, molto bella Fable. Fable ha un'App Icon che mi piace molto, che riprende poi quello che succede all'interno dell'applicazione. E per i widget, invece, Margins. Margins è stupenda, ha dei widget che mi hanno fatto innamorare, letteralmente.
Angelo: Un wrap, chiedo scusa, ci sono i wrap pure sui libri, che ci sta. Però torniamo alla vincitrice. A Storygraph.
Gianluca: Allora non hanno vinto. Concentriamoci su chi ha vinto.
Angelo: Concentriamoci sui vincitori, perché.
Angelo: No, però. Per dire comunque che ci sono dei competitor che hanno.
Gabriella: A me hanno catturato tanto quanto Storygraph.
Gianluca: Potrebbe essere proprio qua il fatto che hanno vinto il Cultural Impact, perché probabilmente, mio punto di vista, a livello di design, magari qui cala un po' la qualità rispetto a quello che abbiamo visto un poco prima.
Gianluca: L'app icon secondo me è sicuramente un drop. L'app store page si nota che è poco meno curata. Però hanno forse più. Rispetto a Timo, dici?
Gianluca: Sì, rispetto a Timo, hanno molto più contatto forse con la community delle persone.
Gabriella: Sì, la community è enorme.
Gianluca: Quindi se tu dici che ci sono dei competitor che ti danno più qualità o comunque che ti sembrano fatti meglio, l'idea qua non si basa sul design. Cioè qui la battaglia non è stata vinta sul design in sé, più che altro su quanto poi la community che c'è dietro abbia trovato un loro spazio all'interno dell'applicazione.
Angelo: Allora, cerchiamo di far passare in questo podcast che progettare le feature fa parte del design. Però non è solo i rigori estetici. Però è sicuramente.
Gianluca: Esatto, quello che volevo dire effettivamente era proprio questo.
Angelo: Però quello è sempre design. Comunque, sicuramente questa questione che vedo, io sembro che non sono attento, ma sto analizzando l'app, sicuramente potrebbe essere che appunto questo essere quasi un social del libro, quasi il tuo club del libro a portata di mano e poter condividere la passione della lettura con altre persone, sicuramente magari può essere il punto chiave che ha fatto vincere quest'app, al di là dei compagni, invece di essere solo un semplice tracker.
Gianluca: Non è per niente facile creare una cosa di genere.
Gabriella: No, ma è veramente completa. Tra le varie applicazioni che ho scaricato per i libri, questa è una delle poche che ha veramente tutte le feature necessarie. Quindi è anche in un livello di proprio maturità del prodotto è un po' più avanti rispetto alle altre. Credo che anche avere una community vasta ti porta necessariamente a dover deliberare e comunque produrre maggiormente. Quindi alla fine io ho iniziato un po' ad usarla per quanto riguarda i miei libri e sono mediamente soddisfatta.
Gianluca: Se ho notato che anche lei.
Gabriella: Dal punto di vista visivo forse non è la migliore, dal punto di vista di design, UI, però se io dovessi scegliere un'applicazione che ha tutto quello che mi serve per fare il tracking dei libri e di quanto leggo della mia lettura effettivamente. Sceglieresti questo.
Angelo: Quindi tu nel nostro finale risultato scarichi o non scarichi, scarichi.
Angelo: Scarico. Anche perché già l'hai scaricata.
Angelo: Tu?
Gianluca: Non scarico. Manca un po' di, secondo me, attenzione e dettagli. Si potrebbe fare di meglio. Forse la community non è abituata, però si può fare di meglio.
Gianluca: Tra l'altro notavo della pagina dell'App Store, anche loro hanno fatto un aggiornamento molto di recente, tre giorni fa.
Angelo: Tutti tre giorni fa.
Gianluca: Però non sfrutti il fatto che vinci questo premio così importante per poter migliorare anche un po' la pagina, i screenshot.
Gabriella: È però l'accessibilità è molto importante.
Gianluca: Sicuramente. Ma questo premio l'hai ricevuto adesso? Cioè non lo sfrutti l'hype o comunque. Cioè comunque vincere un premio sai quante persone ti porta a vedere la tua applicazione in generale. Quindi secondo me è un'occasione un po' persa questa qua. Quindi.
Angelo: Vabbè ragazzi di Storygraph, dai!
Gianluca: C'è un bel prodotto che secondo me con una spinta più forte potrebbe essere veramente.
Gabriella: No ma soprattutto perché sappiamo quanto è difficile fare una cosa così completa.
Angelo: Date un po' di brio a quest'app. Ci manca un po' di brio.
Gabriella: Vi prestiamo, Angelo.
Gabriella: Quindi tu la scaricheresti o meno?
Angelo: Non leggo. No scherzo. Sì che leggi. Ci sono i fumetti. Se ci sono i fumetti sì. Un po' di raccomandazioni che tu hai sempre difficoltà a dover scegliere robe che ti piacciono. Magari così fai un po' di community con altra gente.
Angelo: Non lo so, vediamo. Magari la scarico per provare a leggere qualcosa. Vediamo la prossima.
Gabriella: La prossima l'ho inserita io. Era tra le awards però secondo me top.
Gabriella: Una cosa che mi è piaciuta non è tanto praticamente il design perché era app of the year, China, mainland praticamente.
Angelo: Non ho capito bene questo award però mi piaceva il concetto e quindi ho detto ok, se mi piace il concetto è una cosa che scaricherei e fatelo scaricare.
Gianluca: Quindi non è tra le app che hanno vinto.
Gabriella: No, no, no, ha vinto questo app of the year però China, mainland.
Angelo: Ah vabbè, quindi è app of the year ma non è tra le vincitrici dell'app store.
Gianluca: Ok, ci siamo capiti.
Gabriella: Ci siamo capiti.
Angelo: Io ho capito. Io non ho capito niente ma va bene così.
Angelo: Non è una cosa che non è una novità. È app of the year in generale.
Gabriella: Ah vi spiego, vi spiego. Si chiama Capwords. L'app icon non l'ho capito finché non ho aperto l'applicazione. Ed è bellissima perché puoi fare delle foto degli oggetti e le trasforma in sticker di parole in altre lingue che vuoi imparare. Così impari i nomi degli oggetti.
Angelo: Ok, quindi inquadri un oggetto, ci fai la foto e tu ti dice che cos'è.
Gianluca: Capito. E quindi tu le hai sulle cose per mettere i tuoi oggetti?
Gabriella: Io ovviamente ho messo il coreano come lingua che voglio imparare e in italiano.
Gianluca: Quindi non va sulla scia duolingo dove vai a imparare la lingua in sé ma fai più che altro riconoscimento di oggetti.
Gabriella: Riconosce un oggetto. Però poi fai degli sticker e te li salva. Esattamente. Te li salva con la parola tradotta.
Angelo: S'effetto Thanos per lo sfondo.
Gianluca: Ma che figata comunque l'animazione, guarda.
Gabriella: Bellissimo. Mi è piaciuto un sacco.
Gianluca: Alla fine è proprio la.
Gabriella: Questa è quella che mi è piaciuta di più.
Gianluca: Uno degli utilizzi migliori che vedo del riconoscimento di oggetti da diverso tempo. Quando era uscita le funzionalità di AI e comunque di Object Recognition di Apple abbiamo avuto un miliardo e mezzo di applicazioni che facevano la stessa cosa. Poi fai questa tua collezione di sticker che puoi utilizzare. I collezionabili funzionano sempre. Pure sulle app di messaggistica mi sembra.
Angelo: Ho sbaglio. Ho visto un WhatsApp prima.
Angelo: Mi sono proprio immaginato tutto.
Gianluca: Però immagino le puoi condividere in generale. I collezionabili funzionano sempre poi come idea.
Gabriella: È bellissima questa cosa. Mi è piaciuta veramente tanto. Appena ho letto. Allora, l'app Icon non fa giustizia secondo me.
Gianluca: Secondo me perde un po' di.
Angelo: Ma non ho capito cosa vorrebbe rappresentare. L'idea dello sticker.
Gianluca: Dovrebbe essere forse uno sticker, però secondo me lo perde un po' quel bianco.
Angelo: È dietro, però dico cosa è una.
Gianluca: La ciambella.
Angelo: La ciambella.
Gabriella: È bellissima.
Gianluca: È una ciambella che dovrebbe essere uno sticker, però forse perde un po' di realismo, perché è molto semplice.
Gabriella: È anche semplice come design. Non è una cosa scontata, secondo me. È anche l'animazione dei dots che si illuminano.
Gianluca: Ah, bello pure questo. L'onboarding fatto molto bene. Ci sta.
Gabriella: Cono gelato.
Gianluca: Cono gelato. Come si dice cono gelato in coreano?
Gabriella: Non lo so, non lo sapremo, perché non abbiamo l'audio. Non so perché non abbiamo l'audio.
Gianluca: Speravo lo dicessi tu in coreano.
Gabriella: Ovviamente. Allora diciamo che il percorso di imparare il coreano di Gabriella non sta andando molto bene.
Gabriella: Sono tre days free. Bello anche il paywall. E poi al mese sono 6,99 euro, altrimenti 34,99 euro all'anno.
Angelo: Secondo me però è sempre revenue che è te.
Gianluca: No, sicuramente, però anche comunque la struttura che hanno messo, molto carino, molto pulito.
Gabriella: E' sempre bello avere un award così messo che puoi mettere lì, negli screenshot, nel paywall. Per riempire gli spazi.
Gianluca: A me fanno impazzire queste microanimazioni che sono costanti ovunque. Cioè vedi proprio in generale il movimento in tutte le cose.
Gabriella: E quindi questa è la migliore che io ho proprio tra Mary, Kill e Kiss.
Gabriella: Mary.
Gabriella: Mary assolutamente.
Gianluca: Cioè questa forse è semplice come idea, semplice come realizzazione, ma sicuramente ti sblocca una cosa che non faresti probabilmente di solito. Molto bello.
Angelo: Che cosa. Come si dice Angelo in coreano? Vediamo, vediamo come si dice Angelo in coreano.
Gabriella: Microfono.
Gianluca: Microfono. Sei. Tu sei un microfono. Sono un microfono in coreano. Bellissimo.
Angelo: In coreano si dice microfono, Angelo. E perfetto. Bella. Passerei. Allora per me mi piace e la scaricherei.
Gianluca: Scaricherei anch'io questa.
Angelo: E direi di chiudere con l'ultima delle app di questo.
Gabriella: L'ultima delle app è un puzzle, però è stata. Insomma l'ho vista girare un po' su LinkedIn. Art of Fauna. È un puzzle con tutti gli animali, insomma, vari animali e anche per imparare tutta la tipologia di fauna. Ed è ovviamente artistica.
Angelo: Posso vedere la pagina di. Vediamo un attimo. No, questo aperto a shelf.
Gianluca: Dicevi che è un puzzle, quindi l'obiettivo è quello.
Angelo: Alla fine è un gioco.
Gianluca: Ok. Sì, sì. Quindi entrano nella categoria dei giochi.
Gianluca: Sì, sì.
Angelo: Ma perché il.
Gabriella: In realtà non penso che entri nella categoria dei giochi. È proprio puzzle.
Angelo: Ah, che cosa è?
Gianluca: Cultural Impact.
Gabriella: Ed è Cultural Impact, sì.
Angelo: Ok. Perché mi sa che. Ho già visto.
Gabriella: Sì, ma il developer è conosciuto, è famoso.
Angelo: Ok.
Gabriella: Mi sa, credo che tu l'avessi già.
Angelo: Potrebbe essere lui. Non lo so, perché aveva un non so che. Di familiare quel. L'onboarding. Comunque è interessante. Quindi è un giochino, cioè un gioco di puzzle.
Gianluca: Ah, questo non è neanche un'azienda, è un indie developer.
Gianluca: Sì. Vedo una sola persona, è interessante.
Angelo: Questo per noi, in generale, è sempre bello vedere piccole realtà vincere.
Gianluca: Sempre bello vedere piccole realtà vincere.
Angelo: Ah, vedi come è bravo lui. Lui, vedi, gli indie developer su queste cose.
Gianluca: Hanno una marcia in più.
Angelo: Hanno una marcia in più, perché.
Gianluca: Stai vedendo gli screenshot. Stai vedendo gli screenshot con questo 9.41 tutti quanti.
Angelo: L'iPhone base l'aggiornato.
Gianluca: L'orario fatto bene. Le icone allineate.
Angelo: Ci sta, ci piace.
Gianluca: Guarda che, veramente, io ci faccio troppo caso. A me brucia il cervello quando vedo che le cose non sono allineate.
Angelo: Ci sono quelle piccole cose che ti costano così poco, ma se trovi l'utente sbagliato, tipo me, che io sono quello sbagliato, mi brucia il cervello.
Gabriella: Noi notiamo queste cose, ma credo che la gente in generale non lo nota.
Gianluca: Ma il tuo subconscio lo nota, queste cose qua. L'utente medio, anche se non sa che quella cosa è sbagliata, il subconscio lo nota.
Gabriella: Comunque questa puntata forse è meglio guardarla con cioè, vedere il video più che sentire, perché.
Gianluca: Cioè, l'idea non è neanche che chissà quale grande rivoluzione. È una cosa abbastanza semplice. È un puzzle dove devi mettere in ordine i pezzi.
Angelo: Ma ho appena fatto un mandarin duck. È per conoscere, è proprio bello.
Gianluca: Queste card che vanno finito.
Angelo: Questo è per il Lorin d'Orinco.
Gabriella: Lo scaricheresti?
Angelo: Cioè, io già lo scarico subito adesso, in questo momento. Cioè, è bellissimo. Io stasera non sapevo che cosa fare. Non è vero.
Gabriella: Io una di quelle cose.
Aguri Antonino, l'Aus.
Gianluca: Gli facciamo gli auguri a uno dei nostri.
Gabriella: In ritardo, perché.
Angelo: In ritardo, perché.
Gianluca: Adesso noi gli diciamo niente, finché non ce lo dice lui che ci ha fatto. Che gli abbiamo fatto gli auguri, così vediamo se effettivamente. Segui la puntata. La nostra puntata, Antonio. Esatto, esatto.
Gianluca: Comunque, scarichereste download o non download?
Gabriella: Io sì, ma sarebbe una di quelle cose che poi disinstallo.
Angelo: Il platibus, ecco.
Gianluca: Forse hanno fatto. Cioè, ho visto che comunque c'è stato. Fin dal. L'onboarding, un grosso menu di accessibility. Sì. Quindi secondo me anche quello gli ha dato un po' di hype. È bellissima.
Gabriella: È una bellissima applicazione. Complimenti. Vorrei fare applicazioni così.
Gabriella: Vediamo come si chiama.
Angelo: È una cosa che trovo. Shout out a.
Gianluca: Sta giù, sta tutto giù.
Angelo: Io sono veramente.
Gabriella: Tu che non fai le.
Angelo: Io che mi occupo di queste cose non so neanche dove vedere. Vabbè.
Gianluca: Kildman, Strasser.
Angelo: Clemens, Strasser. Non ci vedo. Chi. Come ti identifichi non lo so, però. Complimenti. Molto bravo, molto bravo. Mi è piaciuta tanto questa.
Gianluca: La cosa che mi piace di più è che l'idea è semplice ma on point.
Gabriella: Quindi abbiamo capito che ci piacciono le idee semplici perché quella di prima, quella di adesso abbiamo proprio. Ma le app devono essere semplici. Se tu in 30 secondi non sai immediatamente immedesiarti nell'applicazione c'è un problema. Secondo me.
Gabriella: Le lingue sono English, French, German, Japanese, Korean e Spanish.
Angelo: Damma fatte, ma. Clemens.
Gianluca: Perché l'italiano no? Possiamo collaborare. Possiamo collaborare. Se hai bisogno di traduzione. Ci proviamo?
Angelo: Cioè non io perché come potete vedere. Però poi ti posso far raggiungere il napoletano nel caso.
Gianluca: Lo tagghiamo e chiediamo. Diamo una mano a tradurre in italiano.
Angelo: Clemens, se ti vuoi un'italiano per la tua app. Diamo una mano a tradurre in italiano.
Gianluca: Por favor, lasciarmi sapere. Siamo qui per aiutarti.
Angelo: Va bene. E con questo concludi.
Gabriella: E con questo concludi.
Angelo: La scaricherete? Tu l'hai già scaricata?
Angelo: Sì, la scaricherò.
Angelo: Io la scaricherò perché è veramente molto bella.
Gianluca: Io sì, scaricherei. Posso dire di sì.
Angelo: Perfetto. Tutto sfizioso. Qual è il prossimo argomento quindi? Avevamo detto che avevamo parlato un po'.
Angelo: In realtà l'abbiamo fatto prima.
Gabriella: Sì, infatti l'hai fatto prima.
Angelo: Il mio rant è già stato fatto. Quindi c'era da aggiungere. Abbiamo detto le Airpods che hanno. Cioè hanno. Cioè hanno.
Gianluca: Gli Ultime Newsroom è stato annunciato ed è stato rilasciato l'aggiornamento.
Gabriella: iOS 26.2.
Gianluca: E anche delle Airpods poi.
Angelo: Che aggiunge la tradizione. La traduzione. La traduzione. In tempo reale anche in Italia. E con questa Newsroom di una sola news. Vabbè. Vabbè, poi c'era anche la. La questione che in. In Australia. No, com'era quella cosa?
Gabriella: Che sono stati limitati i social. L'age rate in Australia.
Angelo: Quindi sotto l'età?
Gabriella: Mi sembra, sì, 16 anni. Non si possono usare i social? Non si possono usare più i social. Però è strana come hai fatto.
Gabriella: Ho visto delle ragazzine. Comunque sono state delle interview in cui non le riconosce come. Cioè le riconosce come teenager, come adulti. E quindi alla fine.
Gianluca: Potrebbe essere un bel argomento da espandere nella prossima puntata. Gli dà la possibilità. Da espandere nella prossima puntata. Nel caso. Fateci sapere nei commenti. Quando ci sarà la prossima puntata.
Gabriella: Aggiornamento. Ci sarà. Cioè questa è l'ultima puntata dell'anno.
Angelo: Vero, è vero. La prossima puntata dell'anno. Vi facciamo gli auguri di buon Natale buone feste.
Gianluca: A voi e famiglia.
Gabriella: Ma soprattutto. Ci sarà un momento di pausa. Andiamo in vacanza pure noi.
Angelo: E certo, dobbiamo mangiarci i panettoni.
Gabriella: Esattamente.
Angelo: Ma tu. Tutto l'altro.
Gianluca: Ma tu hai capito come torneremo ingrassati.
Gabriella: Questa è un'assist. Questa è un'assist. Perché volevamo. Io personalmente da PM voglio fare un recap con voi due. Di come è andato quest'anno per Unicorn Donkeys.
Angelo: Adesso vi vedete in diretta una delle call che facciamo con Gabriella Annunziata.
Gianluca: Facciamo una retrospectiva al volo?
Gabriella: No, nessuna retrospectiva. Non siamo bravi a farle noi. Per niente bravi.
Gianluca: Ma vuoi il nostro punto di vista? O vuoi dire cosa?
Gabriella: Allora. Io. Comunque abbiamo fatto. Abbiamo degli achievement in quest'anno.
Angelo: Abbiamo. Il nostro primo hater. Io sono contentissimo di aver raggiunto questo achievement. No, scherzo. Però volevo dire.
Gianluca: Abbiamo la mascotte fisica anche adesso. Abbiamo la mascotte.
Gabriella: Grazie a Gaetano. La cosa è. Secondo me importante. Abbiamo tante cose impostate per essere rilasciate già a breve nell'anno prossimo.
Gianluca: E mi fermo qua.
Gabriella: In realtà si spera anche fine prima di quest'anno. Ma tra prima di quest'anno ma anche molte per molte cose che stanno nascendo per l'anno prossimo esatto tante idee tanta pianificazione quest'anno sicuramente e piano piano stanno prendendo piede non voglio dire troppo.
Gabriella: Io credo che c'è molto spazio per migliorare.
Gianluca: Vabbè quello sempre cioè hai capito che abbiamo Angelo.
Gabriella: Nel 2025 abbiamo fatto questo podcast infatti.
Angelo: Capito oltre me non si può andare capito la perfezione siete voi che dovreste migliorare.
Gianluca: Dobbiamo correre dietro. Però ci sta.
Gabriella: Io comunque voglio dire che comunque sei mesi fa sette mesi fa non avevamo questo podcast adesso ce l'abbiamo ed è stato uno dei progetti che abbiamo fatto più velocemente possibile.
Angelo: Quello su cui ci abbiamo messo forse anche più impegno esatto non è vero. Diciamo che sicuramente le feature che ci stavi dicendo.
Gianluca: Secondo me quello che forse ci ha dato un po' di più di soddisfazione secondo me è molto... Io credo che c'è molto spazio per migliorare.
Angelo: 50-50.
Gianluca: 50-50.
Gabriella: 6x7.
Gabriella: Grazie anche a Francesco.
Gianluca: Grazie a Francesco. Grazie, grazie, bonifici che non paghiamo.
Angelo: Sono bloccati, non da noi.
Gianluca: Allora aspettiamo la fattura prima di non ce l'ho qua. Beh comunque dicevamo la mia domanda per voi è cosa buttereste di quello che è successo quest'anno e cosa invece vi portereste per l'anno prossimo?
Angelo: Ce l'ho. Allora io butterei Gabriela Nozà e sostituirei con Onk. Qui, capito? Come sulla sinistra.
Gabriella: Ma dove andate senza dimmi? Dove andate? Sei diventato incredibilmente prevedibile.
Angelo: Sono contento che ci sia Gabriela.
Gianluca: Io ho una cosa che penso che vabbè già la sappiamo in generale e che porteremo ancora di più l'anno prossimo e che in generale stiamo puntando sempre di più in quella direzione è preoccuparsi meno dello stress delle release in un determinato stato ma essere più coraggiosi a lanciarci in dei prodotti e a farli uscire più rapidamente, più velocemente. Diciamo quando l'inizio in generale penso in tutti i team funzioni così. Ma anche noi abbiamo avuto il nostro problema magari iniziale di capire quale era il ritmo giusto in cui mettere le mani avanti in quale fosse il giusto regime di lavoro, come dividerci bene le cose in generale c'è stato quel momento che penso che tutti i team all'inizio hanno adesso che bene o male abbiamo iniziato a prendere questo ritmo andremo sempre di più verso quella direzione là. Secondo me può migliorare il ritmo. Ovviamente era proprio questa la cosa, stiamo andando in quella direzione là.
Angelo: Però dirlo con meno cattiveria in corpo posso dire cioè lo potevi pure dire in privato. Cioè dai veramente questo veleno in diretta proprio.
Gabriella: Secondo me può migliorare però siamo comunque ad un buon punto desidererei per l'anno prossimo che lavoriate di più. Che lavoriate di più. Forse desidererei lasciare indietro un po' di paura. La cosiddetta paura dell'imperfezione.
Angelo: Vabbè quello che diceva pure Gianluca alla fine cioè nel senso di buttarsi un po' in più sulle cose che facciamo e fregarcene tra tantissime virgolette che tutto non sia perfetto. Anche perché è tutto incostante di venire e si può sempre fare un aggiornamento per fixare.
Gianluca: Vabbè sono contento in generale che abbiamo un buon rapporto e un buon modo di poter risolvere determinate questioni che non è semplicissimo.
Angelo: Questo lo scopro solo adesso. Comunque voglio aggiungere una cosa per il fatto dell'imperfezione perché oggi ho sentito un podcast, un altro podcast non il nostro.
Gianluca: Una ispirazione per oggi.
Gabriella: Che hanno intervistato il. Il. Signore? Non mi dispi. Cioè non voglio dire signore la persona che ha scritto Atomic Habits. Il famosissimo libro sulle abitudini.
Angelo: Come dicevo non leggo quindi non ho idea di questo.
Gabriella: C'è una cosa che voglio portare con me di quello che dell'intervista che noi trattiamo cioè ci sono diversi tipi di scelte nella vita e molto spesso.
Angelo: Tipo Bulbasaur, Squirtle o Charmander quella è fondamentale fateci sapere nei commenti.
Gabriella: Quella è la scelta iniziale però sì lo starter.
Angelo: Bravo.
Gianluca: James Clear, comunque l'autore non c'è stato adesso.
Gabriella: Grazie. Ehm il punto è questo e che l'idea sarebbe noi abbiamo delle scelte che sono tipo un cattivo taglio di capelli o farsi un tatuaggio ok? E infatti.
Angelo: Cioè io non ho capito perché guardavi me e Gianluca in questa in questa cosa.
Gabriella: Un cattivo taglio di capelli il mio e o farsi un tatuaggio e molto spesso.
Gianluca: Perché noi abbiamo fatto entrambi?
Gabriella: Esattamente e molto spesso nella vita c'è sono il taglio di capelli è irreversibile e invece il tatuaggio non è irreversibile a meno che non ti fai il laser però è una cosa che è più una scelta che ti richiede più tempo e la l'idea era che molto spesso trattiamo le scelte che dobbiamo fare molto come ci stiamo andando a fare un tatuaggio piuttosto che la realtà dei fatti che è semplicemente mi faccio un taglio di capelli che viene orribile però tra un mese sono cresciuti i miei capelli quindi cambierà questa cosa e quindi dovremmo più prendere il rischio di dire ok farà schifo questa release che abbiamo fatto non fa niente tanto ci mettiamo una settimana due settimane facciamo la prossima release vorrei prendere questa cosa e portarla ma per me.
Gianluca: Il tuo messaggio è meno tatuaggi e più tagli di capelli.
Gabriella: Esattamente tagliatevi più i capelli e meno tatuaggi.
Angelo: Il problema è che noi per fare una release è più come uno tatuaggio che come uno tagli di capelli.
Gabriella: Ma perché sono le scelte che facciamo mai fare le mega release questa è una cosa che abbiamo capito di quest'anno mai fare mega release ma fate delle piccole release pian piano.
Angelo: Quindi per concludere lasciamo il tatuatore e prendiamoci o barrucchiere.
Gabriella: O barrucchiere.
Angelo: E con questo cosa che tra l'altro stavo per dire un caffè però va bene te lo offre lui il panettone e quindi come al solito concludo dicendo che per piacere seguiteci su nostri social seguiteci qui su YouTube o su Spotify insultateci su qualsiasi app social però taggateci così vi possiamo fare.
Gianluca: Però taggateci almeno.
Angelo: Taggateci così vi possiamo fare ripostare ripostare ripostare.
Angelo: E buon anno buone feste e ciao.
Gabriella: Ciao ciao.
Gaetano: Ma seriamente.