Ep. 6 - Superare l’App Store Review: errori da evitare e Dark Pattern da conoscere
📺 Abstract
In questo sesto episodio del podcast "In Development", il team di Unicorn Donkeys discute di come pubblicare app su App Store e delle pratiche oscure utilizzate dalle aziende per influenzare le scelte degli utenti:
- Processo di Review su App Store: Approfondimento sulle linee guida di Apple per la pubblicazione di app, dai crash critici ai permessi, dai dati personali alle subscription, fino alla documentazione richiesta come privacy policy e website pubblico.
- Dark Pattern e Manipolazione Digitale: Analisi delle tattiche di design utilizzate per influenzare inconsapevolmente gli utenti, con il caso di Instagram e il feed cronologico che ritorna all'algoritmo, e la causa del tribunale di Amsterdam a Meta.
- Store Alternativi e Scelta Commerciale: Discussione sul DMA europeo che ha introdotto store alternativi, valutando vantaggi (libertà, 100% revenue) e svantaggi (utenza ridotta, complessità legale, perdita dei servizi Apple).
🎙️ Transcript
Angelo: Benvenuti a In Development, il podcast dove commentiamo cosa succede nel mondo dello sviluppo software raccontando come impatta sul nostro lavoro. Sono Angelo, Gabriella, Gianluca e Francesco in regia. Insieme abbiamo creato un team di sviluppo software chiamato Unicorn Donkeys, e questo è il nostro percorso per diventare un'azienda.
In questo episodio parleremo di come funziona il processo di review delle app sullo store, commentando anche un po' di notizie fresche riguardo questo ambito. Oggi parliamo di dark pattern, di come le software house ci manipolano da nostri simili, manipolandoci come utenti e le nostre scelte per favorire loro e i loro guadagni. Gabriella, vuoi introdurre questi argomenti?
Gabriella: Allora il primo argomento riguarda il processo di review sullo store. Una notizia degli ultimi giorni è che Apple ha rimosso un'applicazione sullo store sotto richiesta del governo americano. L'applicazione ICE Block permetteva agli utenti di indicare dove ci fossero pattuglie della polizia. È stata rimossa perché non seguiva le regole dell'app store e poteva causare problemi ai polizziotti dell'ICE.
A parte tutte le questioni politiche intorno a questa questione, è interessante capire noi sviluppatori una volta arrivati sullo store a che cosa dobbiamo stare attenti nella pubblicazione di app. La prima cosa sono i contenuti, di che cosa tratta la tua applicazione. Soprattutto perché Apple a livello di privacy e di protezione anche degli utenti minori ci tengono tantissimo. Comunque tutto è regolato da Apple, cioè tu puoi cercare di seguire tutte le guideline, però comunque se la tua applicazione per qualche motivo secondo loro non va bene te la possono togliere. E ci sta perché comunque è il loro store.
Gianluca: Questo è un po' troppo vago secondo me. La possibilità per loro di potrebbe esserlo, però è molto chiaro sul loro sito per quanto riguarda le guideline. Diciamo che ci sono diversi punti di vista. Dal punto di vista Apple è una questione che loro controllano per garantire la sicurezza del loro store, la sicurezza nell'utilizzo del dispositivo e di poter creare comunque un ambiente sicuro da potenziali truffe e abusi di alcuni sviluppatori. Apple aveva pure annunciato di aver stimato di aver risparmiato tipo 9 miliardi in frodi digitali tramite queste differenti tecniche di controllo di quale applicazione potessero o meno salire sullo store.
Altri punti di vista invece, anche ad esempio l'unione europea dice appunto che il monopolio dell'app store non può essere solo di quello unico di Apple. Abbiamo avuto il DMA che è la nuova legge che ha obbligato Apple ad aprire gli store alternativi. La questione qual è in questo caso? La notizia è molto interessante perché apparentemente lo sviluppatore di questa applicazione dice comunque il claim è che lui ha rispettato tutte le politiche, ma l'applicazione gli è stata comunque rimossa per richiesta dell'amministrazione Trump. Qual è il limite giusto affinché un'app possa o meno essere rimossa? Certo in questo particolare contesto abbiamo tanta politica coinvolta. Apple in questo momento sta cercando magari in tutti i modi di evitare altri dazi, tasse e problematiche con l'amministrazione, però in termini pratici cerchiamo di capire adesso un po' quali sono i vari step.
Prima magari cerchiamo di capire quali potrebbero essere le limitazioni o comunque sicuro le cose da evitare. Cerchiamo magari di capire da un punto di vista iniziale, cioè nel momento in cui noi archiviamo l'applicazione, la mandiamo su store connect, che facciamo la prima cosa.
Gabriella: In realtà nel momento in cui crei un'applicazione, come dicevo prima, il contenuto dell'app deve essere un'app completamente finita e che ha una funzionalità ben precisa, perché altrimenti te la buttano giù come se non fosse niente. Nel loro sito si parla di se è un libro, una guida, per un gioco per esempio mettila su sull'applicazione dei book, dei libri di Apple. Se vuoi pubblicizzare con i tuoi amici la tua musica così metti su iTunes, non mettere su un'applicazione.
Creare un'applicazione solo per dare un'informazione che potrebbe essere in un altro formato è uno dei motivi per cui te la fanno rigettare. Quindi il contenuto è la parte iniziale. Ora persone che comunque utilizzano applicazioni sanno abbastanza bene la differenza tra un'applicazione con una funzione e una senza. E quindi il passo successivo si arriva sul lato development perché ci sono una serie di richieste che Apple fa durante il processo. Sicuramente se l'app presenta dei bug critici non verrà accettata per nessun motivo, quindi crash di qualsiasi tipo che siano importanti loro se ne accorgono e quindi li bloccano.
Gianluca: Anche non importanti, cioè se l'app va in crash di solito viene bloccata.
Gabriella: Un 99,9% è capitato di mettere un update che aveva dei crash che noi non avevamo visto e dopo abbiamo fatto un'analisi. Avevano visto in quei due giorni un aumento dei crash però ce l'avevano accettata. Quindi perché non era appunto all'interno del flusso dell'utente un flusso ben preciso, quindi non potevi accorgertene. Però crash importanti sono la prima cosa, cioè apri l'applicazione e crasha subito.
Gianluca: Certo, è collegato al discorso della navigazione, cioè la navigazione deve essere sempre possibile in tutte le schermate e devi poter andare avanti e indietro. E appunto anche questo è un motivo sicuramente importante. Però devo dire che tutta questa categoria di controlli secondo me servono anche al developer, cioè se sei un'azienda e magari ti è scappato qualcosa, avere la sicurezza di lanciare sul mercato un prodotto che comunque un ente terzo ha controllato non lo direi che è una cosa così male, no. No sicuramente è utile.
Gabriella: Anche per esempio durante il processo di review loro controllano tutte le SDK che dovresti aggiornare. A volte ti fanno un reject, altre volte te la lasciano passare ma ti fanno un avviso dicendo raccomandato, per la prossima volta per il prossimo update aggiorna questa cosa.
Gianluca: Questo soprattutto in questi momenti dell'anno in cui c'è un update di iOS quindi è importante comunque tenersi al passo giusto?
Gabriella: Sì assolutamente. Poi lato development che dovreste cercare di evitare è tutti i permessi. I permessi della fotocamera, permessi delle notifiche, permessi del microfono devono essere sempre presenti. E Gianluca la famosissima info plist sempre aggiornata perché è una delle cause di rejecting, soprattutto su questo argomento.
Gianluca: Una chicca che magari fa risparmiare un po' di tempo: non è soltanto mettere le informazioni sull'info plist ma localizzarle. Una cosa che ci dimentichiamo magari di fare. Anche quelle informazioni quando vengono messe a schermo devono essere localizzate se l'applicazione va in un mercato che non parla italiano, nel nostro caso devono essere localizzate anche in tutte le altre lingue in cui la nostra applicazione va.
Gabriella: Poi un'altra questione importante è se nell'applicazione vengono usati package tipo health kit o weather kit devete nominarli, devono essere presenti in qualsiasi parte dell'applicazione però devono essere presenti perché quella è una delle primissime cose che ti bocciano, cioè se vedono che hai utilizzato i loro prodotti e poi non vengono inseriti all'interno di un'applicazione sicuramente sarà motivo di una pessima review.
Sicuramente sarà motivo di una pessima review. Però è anche bello avere questi momenti in cui devi confrontarti un attimo su le cose che non hai fatto e impari maggiormente. Cioè un momento in cui puoi effettivamente imparare e le prime volte magari è un po' frustrante perché ti ritrovi sempre ad avere dei reject però queste cose se segui questi passi sicuramente non avrai queste problematiche.
Poi questa è la parte di sviluppo non so se ne vengono in mente altri lato semplicemente sviluppo.
Gianluca: Vabbè a livello di sviluppo in generale la cosa importante è che metti il dispositivo in una condizione tale da non essere rotto però diciamo stressato. Anche se il consumo della batteria è eccessivo per quello che l'applicazione pretende di fare, se hai un consumo di memoria eccessivo comunque se l'applicazione mette il dispositivo sotto stress in una maniera tale da non giustificare il dispositivo di memoria è un motivo perché potrebbe comunque essere legato a un problema di implementazione tua generale, sicuramente una mancanza di efficienza nel code. Ci sono diverse motivazioni perché questa cosa possa succedere.
Una delle problematiche però è appunto di dire come faccio a controllare che queste cose avvengano, come faccio a controllare che la mia applicazione rispetti tutti questi requisiti? Xcode ti dà tutti gli strumenti affinché tu possa testare e controllare che tutto avvenga nel modo più liscio possibile. Ma soprattutto quando fate test ve ne rendete conto se l'applicazione sta andando male. Se il telefono arriva a temperature molto alte e la tua applicazione inizia ad avere un po' di lag c'è qualcosa che non quadra.
I giochi magari anche che hanno una grafica molto avanzata ne risentono parecchio di questa cosa ad esempio. Invece se la tua app è presa da un'altra applicazione ma cambia soltanto delle piccole feature o comunque piccoli particolari potrebbe essere un problema.
Gabriella: Ci sono troppe poche differenze da un'altra.
Gianluca: Cioè ok l'ispirazione ma non copiate troppo.
Angelo: Sì e non è che dicono molto al lato design sul loro sito. Per lo più c'è questa questione delle human interface guidelines da seguire.
Gabriella: E poi c'è una questione su icone e grafiche di alta qualità. È importante. Però io dibatto su questa cosa perché ci sono applicazioni sullo store che non hanno icone e grafiche di alta qualità. Quindi secondo me non è così tanto motivo di reject.
Angelo: Di alta qualità cosa si intende?
Gabriella: Alta qualità significa visivamente pulito.
Angelo: Alta qualità probabilmente non a livello produttivo, cioè io dico semplicemente di qualità visiva.
Gianluca: Magari non sono professionale ma sono di qualità.
Angelo: Esatto, cioè basta che è un PNG ad alta risoluzione con dei DPI abbastanza alti da essere visualizzato bene in tutte le dimensioni.
Gianluca: Anche perché comunque un'azienda magari che non è una software house come primo business potrebbe anche cercare di creare un'applicazione un po' low budget. Quindi cerca di creare un'app che sia funzionale o magari uno studente o comunque una persona che sta imparando cerca di creare un'applicazione funzionale che abbia comunque un inizio e una fine non avendo grandissime pretese sulla qualità e la resa grafica e su quello che potrebbe essere l'esperienza utente magari.
E quindi comunque fa la loro parte. Ho visto tante applicazioni che comunque vengono accettate senza problemi. La cosa importante è non creare magari troppo disordine, troppo caos però mantenere una qualità visiva decente.
Angelo: Sì poi per quanto riguarda il design è principalmente per la questione dell'accessibilità e altre questioni che però non sono fondamentali per il processo di review. Alla fine è più un consiglio che Apple vi dà per anche darvi maggiore spinta sullo store perché sappiamo che comunque Apple è sempre molto attenta all'accessibilità, all'usabilità per tutti del telefono e delle app.
Quindi quello è solo un consiglio ma non è motivo di reject nel processo.
Gabriella: Sì sono molto light dal punto di vista del design. Cioè ci sono poche indicazioni, poche cose che effettivamente possono causare un reject lato design.
Invece una volta arrivati su App Store Connect, quel bellissimo mondo di App Store Connect, allora la prima cosa che io faccio, a prescindere anche se l'app non è pronta e quindi magari non ho messo ancora la build, sono le privacy policy.
Privacy policy per quanto riguarda quella bella nutrition label dei dati che raccogli dell'utente. Perché la prima cosa che è necessaria è che effettivamente non ti fa mandare, a prescindere l'app in review. È necessario che tu abbia fatto o aggiornato o pubblicato le tue privacy policy, se è la prima volta che fai un'app.
Quindi controllate bene questa parte e diciamo se non hai registri i dati dell'utente è più semplice. Se però registri i dati dell'utente, attenzione perché lì Apple sarà un po' più rigorosa.
Giustamente, ed è importante anche se nel caso di terze parti, abbiamo visto, devono essere inseriti anche i link alle privacy policy e ai terms and conditions di quelle terze parti.
Poi un'altra cosa importante, a parte le privacy policy, si lega un po' alla questione anche del design: gli screenshot dell'app store devono essere realistici e essere effettivamente screenshot dell'applicazione. Quello potrebbe essere uno dei motivi per i quali c'è un po' di rejecting.
E infine direi la parte conclusiva, ma secondo me molto importante per chi vuole fare indie development, è la parte delle subscription. Subscription e in app purchase, qualsiasi cosa, perché le sub e gli in app purchase hanno una review a parte rispetto all'applicazione.
E questo, diciamo, si apre tutto a una questione per quanto riguarda il modo in cui tu, sviluppatore, presenti la tua sub. Una delle cose più importanti è che deve esserci per forza il restore purchase, c'è un bottone per avere il ripristino della tua esperienza di acquisto.
Gianluca: Dei pagamenti, grazie.
Gabriella: Dei pagamenti. E poi c'è quel famosissimo ask refund, cioè chiedi un rimborso.
Angelo: Qui parleremo anche dopo.
Gabriella: Esatto, che si lega molto al concetto del prossimo argomento. Perché ci sono delle cose che per Apple è molto importante e credo sia giusto che sia una cosa facile per l'utente da fare. O forse no. Però per le sub effettivamente ci sono aspetti importanti per i pagamenti. E credo si leghi anche al fatto che loro vogliono evitare di avere problemi con gli utenti. Quando richiedi il pagamento di un utente deve essere chiaro perché lo stai facendo.
Quindi tutti i pro che l'utente deve avere, i famosissimi paywall devono avere tutte le feature che l'utente avrà pagando questa applicazione e poi non puoi chiedere soldi per cose inutili. Deve esserci un vero valore dietro.
Gianluca: Dietro.
Gabriella: Deve esserci un vero valore, non puoi fare scam sullo store. Penso che quella sarà la cosa peggiore.
Però in Italia c'è una grande differenza tra Europa e Stati Uniti perché per gli Stati Uniti non puoi mettere nessuna tipologia di link a pagamenti esterni. Mentre in Europa sì.
Questo è un'altra argomentazione appunto in Europa è tutto un po' diverso grazie al DMA che è appunto la legge che ha aperto il mercato dell'App Store in generale.
Gianluca: Però prima di passare a questo sarebbe bene fare un punto importante da quello che hai appena detto. Una cosa importante da notare è che prima di premere pubblica e l'app va in review ci deve essere un sito, un website pubblico accessibile.
Apple farà il controllo che questo sito sia accessibile agli utenti dove all'interno non ci deve essere solo la descrizione dell'applicazione ma obbligatoriamente le varie policy. Inoltre, con il nuovo iOS, ci saranno anche le accessibility labels, però non è obbligatorio, però se ci sono devono rispettare effettivamente quello che c'è scritto. È una cosa buona sicuramente avere un sito.
Gabriella: Il mio consiglio è non fate il sito solo per gli accessibili.
Gianluca: E ho appena detto è una buona cosa avercelo. Sicuramente è una buona cosa. Ma la cosa sicuramente importante è avere i dati veri, cioè le cose che voi andate a pubblicare. E questo secondo me è una questione anche di buon senso legale, cioè quando tu arrivi su store o quando arrivi comunque su internet sei un'entità legalmente responsabile. Ti prendi la responsabilità delle cose che dichiari. Quindi non dichiarare il falso sicuramente.
Gabriella: Sì, diciamo più a livello generale.
Angelo: Basta semplicemente non dichiarare cose false.
Gianluca: Basta non dichiarare il falso. Non lo so se te la ricordi quell'applicazione chiamata "I am rich" dei primi iOS. Te la ricordi?
Quella applicazione praticamente costava tipo mille dollari e in realtà non faceva assolutamente nulla.
Angelo: Non faceva niente, era solo per dimostrare che hai pagato mille dollari all'app store.
Gianluca: Per dimostrare di aver pagato mille dollari all'app store. E poi fu rimossa appunto perché era palesemente contro qualunque diritto del consumatore. Però sì, è stata approvata e qualcuno l'ha approvata. Però mi ricordo che fece tanto clamore, non ebbe molti download e in ogni caso furono tutti rimborsati. Quindi in ogni caso non è che vai molto lontano anche perché ricordiamo che quando tu fai i pagamenti tramite lo store ufficiale Apple trattiene i pagamenti finché non vieni pagato alla fine del mese.
Gabriella: Inoltre la questione, il processo di rimborso dell'utente è tutto gestito da Apple, nel senso che tu effettivamente non hai diritto di parola. Se non che puoi dare informazioni ad Apple riguardo il pagamento che è avvenuto dall'utente e poi sono loro a decidere se dare il rimborso all'utente o meno.
Gianluca: Forse messa così è anche complicato, nel senso che non è del tutto sbagliato perché loro fanno un servizio che probabilmente difende anche te. Io vorrei anche metterla su questo punto di vista nel discorso.
Molte aziende, ad esempio noi non abbiamo una competenza legale avanzata o comunque magari abbiamo supporto, ma non abbiamo una conoscenza legale avanzatissima da poter gestire tutti gli edge case che possa comportare. Ma il fatto che se ne occupi Apple per noi è sicuramente un vantaggio.
Angelo: Vabbè, e fa parte del servizio che si paga, sì, con i famosi 99 dollari annuali per pagare l'account developer. Insomma, di vantaggi, che alla fine fanno parte anche di quello, cioè non è solo la possibilità di pubblicare sullo store ma anche questo che dici tu. Alla fine è un servizio che diciamo dipende da Apple e ovviamente ci fa pagare non solo tramite questa cosa ma anche dalle trattenute sui pagamenti degli utenti del 30%.
Gianluca: Se sei uno small business hai il 15% di trattenute anziché il 30%, sì esatto.
Angelo: Di trattenute, che comunque però almeno è un servizio che è utile.
Gianluca: Diciamo sicuramente tutte le informazioni di questo che abbiamo appena detto sono sul sito di Apple, sì sono sul sito di Apple.
Gabriella: Poi ovviamente comunque sono basate su quello che noi abbiamo, questi sono casi più generali, più famosi sicuramente. L'ultima cosa prima di premere vai su review è le note per il reviewer, cioè aiutate anche quelli che faranno la review a capire esattamente l'applicazione. Uno, per le sub c'è bisogno di screenshot del paywall. E due, ci sono anche la questione che se c'è un login, ovviamente devi dare la possibilità di accedere al reviewer. Quindi queste sono cose che effettivamente facilitano il processo perché in realtà non è un grande problema però se non riescono effettivamente ad accedere alla sua applicazione, se pensavate che Apple si facesse un account sul vostro sito.
Gianluca: Scordatevelo, non lo faranno, esattamente. Semplicemente rigettano tranquillamente. Sì, non ci sono problemi. Dovete creare un account per loro e lo dovete creare voi. E questo sicuramente.
Gabriella: Questi sono tutti i passaggi principali.
Gianluca: Poi per tutti i dettagli, sicuramente il sito di Apple è molto dettagliato. Ci sono pagine e pagine di roba.
Gabriella: Sì, veramente ci sono pagine e pagine quasi infinite la cosa che devi andare a leggere.
Gianluca: Però va bene.
Angelo: Trattate bene i reviewer, che magari si scaricano la vostra app personale sul loro telefono.
Gabriella: Non ci ho mai pensato.
Gianluca: Magari una domanda su questo argomento qua, secondo me è interessante. Nel momento in cui hai una rejection non è finita lì la questione. Comunque si apre un ticket nel quale c'è uno scambio di comunicazioni tramite il portale lo Store Connect. Tu puoi comunque rispondere, andare avanti e indietro tramite email e avere un chiarimento su quello, perché è avvenuta la rejection e sulle motivazioni che tu hai a difesa della tua applicazione.
Lì è interessante capire appunto. Ci sono anche notizie sul web di persone che si lamentano o comunque di persone che creano appunto un clamore dietro queste cose. La maggior parte delle volte secondo me, consiglio personale, ma penso, non so se anche voi concordate, alla fine della questione, se voi decidete di pubblicare su App Store la maggior parte delle volte la rejection è effettivamente per una motivazione vera. Cioè esiste un concetto per cui loro hanno fatto un controllo, hanno trovato un problema. Anche se siete voi dalla parte della ragione, è probabile che quella funzione non fosse chiara e quindi loro hanno soltanto bisogno di avere maggiori informazioni riguardo quello che è avvenuto. Quindi la maggior parte delle volte non serve creare un grandissimo clamore sopra.
Che vedete, magari la maggior parte delle volte, sono veramente poche le modifiche che devono essere fatte per andare su store, sì.
Angelo: Perché come dicevi tu prima, magari sono anche a vantaggio vostro perché magari era qualche bug, qualche malfunzionamento che non avete notato durante la fase di development. Quindi magari vi può sempre aiutare.
Gianluca: La questione poi sarebbe interessante dal punto di vista di development. Tutto quello di cui abbiamo discusso, tutte le review e tutto questo processo avanti e indietro tra voi e Apple avviene solo se pubblicate sull'App Store. Ma abbiamo detto che in Europa, grazie al DMA, ci sono anche gli store alternativi. Apple è stata obbligata a dover introdurre la possibilità ad altri store di accedere. Ma la maggior parte di questi store effettivamente non hanno un processo di review, non hanno una gran parte di queste informazioni qua. Adesso la domanda che vi faccio per aprire la discussione è: quali sono secondo voi le scelte che uno dovrebbe fare? Perché non andare direttamente su uno store alternativo? Potrei non pagare Apple, potrei decidere di pubblicare su uno store alternativo. Chi me lo fa fare di accedere a questo programma e accedere a tutte queste cose e dover aspettare che Apple accetti la mia applicazione? Vedete voglia di commentare questa cosa?
Angelo: Secondo me ti devi accollare diverse cose se fai questa cosa. Uno, banalmente, gli utenti che non accedono all'App Store per scaricare un'app ma usano questi altri store sono secondo me molto pochi. Quindi devi essere molto bravo a pubblicizzare l'app, anche su altri luoghi come internet, i social, eccetera. E quindi può essere comunque difficile raggiungere un numero ampio di utenza secondo me. E poi, come dicevi tu, comunque offre un grande servizio anche per la questione se ci sono dei pagamenti, per la questione dei refund, tutta questa parte qui che comunque è un po'. Se per un indie livello magari può essere comunque un po' complicata all'inizio se non hai esperienza in materia. Quindi secondo me è un po' cioè un rischio che devi calcolare. Cioè ci sono vantaggi e svantaggi su tutte le cose. Sicuramente magari su questi tipo di store puoi avere il 100% dei revenue e non avere problemi. Eh anche perché puoi anche magari avere delle app che fanno delle cose che vanno un po' contro le guideline. Ma proprio magari per accesso ai permessi che devono prendersi le app, magari potete fare delle app che hanno delle funzioni extra che non permettono quelle sull'app store. Però ripeto, vi dovete un po' prendere poi tutte la questione dei rimborsi e i pagamenti.
Gabriella: C'è meno libertà però vengono gestite cose, più protezione.
Gianluca: Forse meno libertà, più protezione.
Gabriella: Più protezione per gli utenti però anche proprio per te sviluppatore. Quindi diciamo secondo me se vuoi, se sei proprio alle prime armi posso dire che è utile andare su app store.
Gianluca: Un esempio secondo me proprio palese della protezione è ad esempio sui minori. Sull'app store ad esempio non puoi pubblicare applicazioni di nudità, gambling o scommesse o cose varie. Diciamo per un genitore con parental control su app store è sicuramente un vantaggio. Un'altra questione è che Apple sicuramente non piace questa cosa degli store alternativi. È stata molto chiara mandando all'Europa diversi statement ufficiali nel quale non è d'accordo e vuole fare di tutto affinché questa cosa finisca al prima possibile.
Quando voi vi dichiarate sviluppatori di uno store alternativo, perché comunque anche se volete evitare il processo di review, dovete dire a Apple che siete sviluppatori per uno store alternativo. Apple non vi accetta più sullo store originale per utilizzare i loro servizi. Cioè non è che ad esempio utilizzate CloudKit e poi pubblicate l'app su uno store alternativo. Non si può fare. Cioè tutti i servizi di Apple vengono completamente annullati per voi e voi non avrete più accesso a nessuno di questi servizi. Quindi altre questioni da dover scegliere. Cioè a livello aziendale quanto ci conviene dover prendere tutti i rischi, prendere carico di tutto lo sviluppo, fare tutta questa operazione e poi poter vendere solo in Europa perché in America non ci sono store alternativi. Ad esempio soltanto grazie alla legge europea. Quindi soltanto.
Gabriella: Diciamo il mercato europeo vede un po' la lista dei pro e dei contro. Ovviamente per noi diciamo la scelta è abbastanza chiara e penso.
Gianluca: Noi abbiamo scelto cosa?
Gabriella: Noi abbiamo scelto l'App Store perché per tutte le cose che abbiamo elencato oggi, per noi sono tutti pro dell'App Store. E diciamo che la lista dei contro dello store alternativo è un po' troppa rispetto ai vantaggi.
Gianluca: Sono d'accordo.
Angelo: Quindi a questo punto, così, invece, diciamo comunque legato a tutte le limitazioni che stiamo vedendo nell'Unione Europea rispetto agli Stati Uniti c'è anche la questione dei famosissimi dark pattern di cui volevamo parlare, sì.
Gabriella: Guardate un po' il nostro nuovo griffondoro.
Angelo: Ah sì, Harry. Oggi sono vestito da Harry Potter per questo inverno che è appena arrivato. Che ormai non ci sono più le mezze stagioni perché l'inverno è la stagione di Harry Potter. Esatto, quando al primo freddo subito è Harry Potter, Hogwarts. E oggi sono vestito da griffondoro anche se in realtà non c'è nulla di specifico, però oggi sono un po' così, sono un po' scolaretto.
Gabriella: E per l'occasione gli occhiali.
Angelo: Occhiale, occhiale che non serve a niente, solo per fare scena.
Gabriella: Però che bella scena.
Angelo: Eh, quella c'è sempre. Se posso dire modestamente faccio sempre una bella figura. Ma dopo questo stacchetto torniamo a noi.
Gabriella: Dark pattern.
Angelo: Dark pattern, torniamo a noi, come dark magic. Dark pattern, esatto, andiamo nella magia oscura. I dark pattern in realtà, cioè volevamo parlare delle limitazioni, eccetera. C'è stata un'altra delle notizie comunque abbastanza recenti, quella del tribunale di Amsterdam che ha fatto causa a Meta per l'utilizzo di uno di questi dark pattern. Nello specifico.
Gabriella: La scelta dell'algoritmo nel senso che secondo il DSA, il Digital Service Act, è necessario che l'utente possa selezionare la tipologia di feed che vuole vedere. E su Instagram è possibile farlo, ma come?
Eh bisogna cliccare sull'icon all'interno dell'applicazione e scegliere il feed cronologico piuttosto che quello dell'algoritmo. Però che cosa succede?
Che quando tu vai in un'altra sezione dell'app oppure chiudi l'applicazione ritorna all'algoritmo, al feed dell'algoritmo. E quindi viene cancellata la preferenza dell'utente.
Quindi secondo il tribunale di Amsterdam questo è un dark pattern ed è abbastanza evidente perché si rifiuta di mantenere la scelta, cioè porta l'utente a stancarsi e quindi evita di scegliere. Ma semplicemente si troverà sempre con il feed dell'algoritmo.
Su Facebook non c'è questa scelta e quindi diciamo si porta l'obbligo di poter scegliere. Altrimenti c'è una multa. Che penso vabbè, Meta può pagare, però non gli conviene sinceramente.
Però questo ci fa pensare a tutti quei flussi che noi utenti dobbiamo per forza fare, eh che diciamo ci limitano, ma ci obbligano a passare per cose che gli sviluppatori vogliono sfruttare. Lo spieghiamo meglio.
Gianluca: Che cos'è un dark pattern magari non è un'informazione che tutti hanno.
Gabriella: Prego Angelo.
Angelo: Mi hai proprio buttato nella fossa, il designer deve spiegare. Vabbè, io sono a spiegare sono una capra quindi vi spero di riuscire a spiegarvi questo concetto. Ma in realtà è molto semplice. Cioè i dark pattern sono tutti quei diciamo quei flussi eh studiati di user experience ad hoc per portarvi in maniera conscia o meno, in realtà molto meno che conscia, appunto a delle scelte tra virgolette obbligate. Cioè a fare delle azioni che non propriamente volevate fare. Ma che appunto lo sviluppatore o il designer o chi che sia, l'azienda alle spalle dell'app che state utilizzando o dei siti web, in realtà tutti, tutte le applicazioni digitali, tutti i prodotti digitali, vi porta fondamentalmente in maniera molto diretta a spendere dei soldi nelle loro casse, altri soldi, vabbè.
Questa cosa la vediamo in realtà tutti i giorni banalmente su tutti quei siti di e-commerce diciamo di dubbia provenienza che non nominerò perché magari non lo so, però sicuramente ci sarete andati. Che hanno questi flussi molto confusionari che vi portano diciamo a non capire bene dove vi trovate sullo store, eccetera per portarvi compulsivamente a comprare cose. Potremmo dare anche i dark pattern in realtà si utilizzano anche banalmente nella vita reale quando andate al supermercato, no? E quando alla cassa vi trovate tutte le caramelle, le cose da comprare, il serpentone, esatto, tutte quelle cose che il serpentone, bravo, i shop di vestiti, i gadget luccicosi che vi portano, vi spingono a prendere le cose che magari non vi servivano. Però vi potete mettere nel carrello alla fine prima del checkout.
Gianluca: Dietro tutto questo poi c'è uno studio della psicologia appunto dell'utente. Cioè cosa porta l'utente a fare una determinata azione? Perché il nostro cliente è tentato da una determinata azione? C'è uno studio d'esempio che ricordo io sui colori. Perché alcuni colori funzionano meglio di altri? Perché la nostra psicologia ci porta a ragionare in un determinato modo. Come il blu come colore calmo, il rosso come colore di azione, di fare qualcosa. E altri a loro volta.
Angelo: Molto associato alle catene di cibo perché ti porta appunto ad agire.
Gianluca: Ad esempio McDonald's per fare un esempio.
Angelo: McDonald's, Coca Cola, Coca Cola.
Gianluca: In realtà poi ci sono tutta una serie anche di azioni psicologiche tipo la FOMO, che tu hai quello sconto immediato nei prossimi 5 minuti, solo nei 5 minuti prossimi. In realtà se apri l'applicazione in qualunque ora del giorno quello sconto c'è sempre. Sono tutte quelle diciamo cose per cui è statisticamente probabile una persona media ci caschi perché appunto queste grandi società hanno studiato la popolazione comunque i comportamenti psicologici e sanno come funzionano.
Gabriella: Che questa cosa avviene. Si sono presi i tuoi dati con i soldi che hanno per pagare la gente per studiare i dati che si sono presi. Ti vendono tutto quello che possono, ti vendono quello che hanno bisogno. Diciamo questi dark pattern nei nostri dispositivi, nelle app sono facili nel senso che lì puoi facilmente inserirli all'interno di un flusso.
Gianluca: Ad esempio quello di Instagram che abbiamo citato all'inizio è perché loro prescelgono, diciamo si può dire prescelgono, sì, scelgono per te un determinato flusso rispetto a un altro nonostante tu non sia contrario a quella. Quindi questo ti porta a non renderti conto che in realtà sei tornato in un flusso che non hai scelto tu. Però dato che sei preso diciamo dall'utilizzo del social media non te ne rendi conto e quindi continui la tua esperienza inconsapevole magari di quello che è avvenuto della tua non scelta in quel momento.
Questo è uno degli esempi. Eh molti, come hai detto Angelo, ci sono quelli degli acquisti. Eh il periodo di prova che non è ben segnalato e poi scade, non viene avvisato e parte il pagamento in automatico, non lo so. Altri.
Angelo: Ask refund di prima, insomma, che viene nascosto il bottone nascosto che non è un bottone oppure messo in una parte molto nascosta del paywall.
Gabriella: Mentre facevamo un'analisi dei competitor, insomma ci siamo ritrovati a guardare questa applicazione che non diremo il nome, in cui ask refund era sì nelle impostazioni ma che cosa dovevi andare a fare? C'era una lista di bottoni così, uno, altro, altro. E poi dietro questo altro c'era solo ask refund. Come dicevamo, sono delle tattiche che comunque volente o nolente purtroppo anche noi piccoli developer dobbiamo scontrarci. Al momento non le vogliamo applicare.
Angelo: E cioè in un senso le applicano tutti, non vedo perché non dovremmo farlo noi. Però cioè la trasparenza può essere una feature. D'altronde in un mondo di tutti volpi, esatto, essere trasparenti in realtà può essere una feature apprezzata. Ci dà una feature, una feature è un bug, è non un bug.
Gianluca: Anche quella linea sottile che c'è tra il dark pattern, quindi un'azione lecita, ma che sei portato a sbagliare. Però comunque è lecita di base. Cioè diciamo questa cosa qua perché il nome magari è questo. Però sono cose lecite non è una cosa illegale. Sei comunque quello, vabbè lo deciderà il tribunale poi se è vero o meno. Però il concetto qual è? Il dark pattern in sé non è una cosa illegale. Lo puoi fare. Diciamo sono sicuramente dei trucchi fino a che non viene dimostrato meschini. Poi ovviamente però sono delle cose che dei trucchi che tu applichi tecnicamente va bene.
Un altro conto invece è il diritto del consumatore. Quindi se tu cadi comunque in un'azione illegale quello oltre ad essere un dark pattern è anche un illecito. Cioè se tu fai un qualcosa proprio contro il diritto del consumatore lì però parliamo di un'altra categoria, esatto.
Angelo: Cioè se il tasto ask refund non lo metti proprio è un problema, è un altro gusto. Se lo nascondi molto bene eh cioè alla fine cioè l'utente deve cercare cioè.
Gianluca: Alla fine qual è la questione? Che sicuramente anche le aziende molto grandi lo fanno, soprattutto le aziende molto grandi lo fanno. Eh devono anche bilanciare quello che può essere l'utilizzo dell'applicazione e il loro meccanismo di revenue. Cioè è importante anche capire che ci sono determinate dinamiche per cui l'utente tende a rimanere di più nell'applicazione, tende a rimanere di più un utente pagante. E queste pratiche comunque sono cose che sono necessarie per lo sviluppo di un'applicazione, per mantenere l'applicazione nel tempo. Quindi non è tutto proprio dark come sembra. Alcune cose sono fondamentali comunque sono importanti.
Quello che noi adesso andiamo a dire, quello che abbiamo detto fino adesso comunque questi esempi qua sono quegli esempi un po' borderline, un po' meno chiari, un po' oscurati, un po' nascosti dove tu te ne rendi conto che c'è qualcosa che effettivamente non è limpido. Non è illegale ma non è neanche trasparente, sì.
Angelo: E a proposito di questa cosa mi farebbe piacere anche cosa ne pensate voi. Quindi commentate, diteci un po'.
Gianluca: Qualcosa che avete proprio notato, esatto.
Angelo: Raccontateci un dark pattern che vi dà fastidio. Qualcosa che avete notato magari fate più attenzione adesso che ve ne abbiamo parlato. Se non ne conoscevate.
Gabriella: Sì anche perché io tipo non sapevo questo fatto della possibilità di mettere il feed cronologico su Instagram. Neanche io.
Angelo: Infatti è stato molto interessante. Ci proverò.
Gabriella: Sì.
Però è veramente assurdo quanto possano facilmente ingannarti. C'è un'applicazione che utilizzi sempre, ogni giorno, almeno per quanto riguarda me. Eppure non ho visto che posso scegliere il mio feed. Quella è una feature nuova.
Angelo: Quindi la dovevano vabbè c'è un onboarding per quello.
Gabriella: C'è stato un onboarding per il feed cronologico o meno?
Angelo: Io non l'ho visto.
Gianluca: Non ne ho idea, non l'ho visto.
Angelo: Poi non lo so se c'è stato o meno.
Gianluca: Non sono un grandissimo utente di Instagram. Fateci sapere se voi lo sapevate. Voi.
Angelo: Io sì, però non ho notato onestamente se c'è stato questo onboarding. Almeno secondo me c'è stato ed è stato molto nascosto nel senso. Io sai quando fai il what's new? Backfixing?
Gabriella: Backfixing.
Angelo: Poi diciamo che l'onboarding è sempre, non so voi, ma per me è sempre la cosa più noiosa sia da fare proprio come designer e sviluppatore sia come utente perché poi è una cosa che gli utenti saltano. Quindi cioè e che io nelle nostre app non metterò mai saltabile perché lo dovete cioè io l'ho fatto e quindi ve lo dovete vedere e ve lo dovete fare e non voglio sapere niente. Cioè io perdo tempo a fare l'onboarding e poi gli utenti non lo vedono e non va bene questa cosa.
Perché sul preferire un contenuto rispetto a un altro quando c'è una ricerca magari tu applichi un filtro per nome o data o qualunque altra cosa il tuo algoritmo anziché essere genuino sulla ricerca favorisce un prodotto rispetto a un altro. E una notizia molto rilevante quest'estate è Elon Musk che fa causa a Apple e all'App Store dicendo che l'App Store ha applicato un dark pattern preferendo ChatGPT rispetto a Grok AI.
Quanto questa cosa sia vera o meno non è compito nostro dirlo. Però effettivamente questo entra nella categoria di dark pattern. Quindi se voi avete una ricerca tramite internet e favorite un prodotto rispetto a un altro perché ad esempio c'è un advertisement dietro pagato ma l'utente non ne ha conoscenza di questo advertisement è un problema. È una cosa che.
Angelo: Però la minima sa che va nel diritto del consumatore, nell'illecito. Quindi perché la deve la ADV deve essere dichiarata. La ADV deve essere dichiarata. Noi non ne facciamo infatti. Però se qualcuno ci vuole contattare per fare un ADV noi siamo ben.
Gianluca: Ci fa piacere dirlo.
Angelo: Quindi se ci volete contattare per fare un ADV di qualsiasi tipo, a pagamento chiaramente, ci voglio sottolineare questa cosa dai, no. Però sì è interessante questa parte. Però quello insomma è molto dark. Cioè perché entra appunto nell'illecito.
Gianluca: E poi entra nelle revenue di un possibile progetto. Senza che sia un progetto a vendita. Cioè se tu non vendi l'applicazione come fai a guadagnare? Ad esempio questo potrebbe essere uno dei metodi plausibili. E quindi tu cercando di comunque avere una revenue in un modo lato fai un'azione che potrebbe comunque ledere all'utente finale perché magari ad esempio gli e-commerce sono inondati da questa roba. Ma qualunque altro contenuto ad esempio non lo so magari un contenuto di streaming video musicale che ne so qualunque cosa potrebbe preferire un artista rispetto a un altro perché dietro c'è una collaborazione che non è chiara. Questo qua è una delle varie cose. E direi che siamo inondati di Dark Pattern. Dobbiamo la cosa è rendersene conto.
Gabriella: Di Dark Pattern. Dobbiamo la cosa è rendersene conto.
Angelo: Ah ok pensavo fossimo inondati di Dark Pattern su Spotify o simili perché sui vostri telefoni stavate ascoltando non lo so troppe canzoni di qualche artista in particolare perché l'inverno si vede Harry Potter, esatto, quando al primo freddo subito è Harry Potter.
Gianluca: Ma Spotify era uscita la notizia che il loro recap di fine anno, il recap dei rapper, il recap, il recap. Dimmi un po' quante canzoni hai ascoltato. Molte anche tu ad esempio. Ti diceva che hai ascoltato artisti particolari o comunque eri andato in un determinato genere musicale quando non lo riconoscevi. Magari quella tendenza sembra che fu una cosa dell'anno scorso probabilmente di fine anno scorso.
Gabriella: Sì c'è stato un una notizia legata appunto al recap. Quando effettivamente quei dati fossero al 100% veri perché alcuni utenti si erano ritrovati un po' straniti da alcune cose. Quindi ci si domandava ma come vengono registrati questi dati e soprattutto da che periodo vengono presi. Non è mai stata chiara la questione in realtà vediamo con questi nuovi che verranno come sarà.
Angelo: Ci sta, ci sta. Io non lo so utilizzo un altro app quindi non lo so non ho avuto. È bene io ho un altro rap quindi non saprei. A me funziona bene nel senso erano tutti gli artisti che effettivamente ascoltavano mi è uscito Brat come brano come tutti come tutti sul rap.
Gabriella: E qui metterei una bella la musica di sottofondo sulla mia faccia.
Angelo: Un bel quadrato verde esattamente.
Gabriella: Sulla mia faccia esatto. E quindi niente anche oggi fortunatamente ce l'abbiamo fatta. Siamo arrivati a un'altra fine di puntata e io come al solito vi chiedo commentate, lasciateci il like, fate.
Gabriella: Iscrivetevi.
Angelo: Iscrivetevi su una piattaforma dove siete. Spotify, YouTube, fate tutto. Seguiteci sui nostri social che sono in descrizione.
Gabriella: Ah insomma l'ultima volta avevamo chiuso la puntata dicendo che avevamo un attimo di difficoltà con i social. E poi.
Angelo: E poi siamo andati virali. Non è vero, però per i nostri standard siamo andati molto bene con un contenuto che ci ha fatto molto piacere che sia andato bene. Perché per me Gianluca è stato veramente notevole. È esatto. Ci ha messo un po' a dura prova perché non siamo molto bravi però siamo contenti del risultato del fatto che siamo diventati cioè siamo arrivati a tante persone. Le persone vi amano, sì sì, sono stato molto contento. Sono stati molto felici.
Gianluca: Siamo delle superstar.
Gabriella: Sì.
Angelo: Siamo incredibili quindi spero che riusciamo a fare qualche altro contenuto. Però non siamo molto produttivi.
Gabriella: Soprattutto non abbiamo molte idee su.
Angelo: Come trovare cioè fare roba che vi possa piacere. Quindi commentate anche su questa roba. Fateci sapere sui nostri social. Contattateci su Instagram tramite DM. Magari mandateci qualche cosa simpatica che possiamo fare. E niente siamo arrivati alla fine. Ripeto seguiteci su tutti i social mettete like commentate. Ci vediamo.
Gianluca: Alla prossima.
Angelo: Ciao.
Gabriella: Ciao.