Ep. 2 - Google cambia tutto con Material 3? Airbnb torna alle icone 3D. E Apple…?
📺 Abstract
In questo episodio del podcast "In Development", il team di Unicorn Donkeys analizza i principali trend del design nel 2025 e i rumors più interessanti in vista della WWDC:
- Material 3 Expressive di Google: Google presenta una nuova versione del suo design system con animazioni più spinte, colori vibranti e forme geometriche ricche di identità. La scelta sacrifica un po' di UX per dare più peso all'espressività visuale e al riconoscimento del brand, un trend interessante per il 2025.
- Redesign di Airbnb e la questione Feature vs App: Airbnb ha aggiunto nuovi servizi (chef, fotografi, massaggi) ed esperienze all'interno della stessa applicazione, aprendo il dibattito su quando una feature debba diventare un'app separata. Il team discute come l'unificazione di servizi simili (come prenotazione di case, esperienze e servizi) abbia senso mantenere nella stessa app, a differenza di quanto fatto da Poste Italiane con le sue molteplici applicazioni.
- Rumors WWDC 2025: Apple sta preparando significativi cambiamenti per i suoi sistemi operativi, tra cui:
- Nuova nomenclatura (iOS 26, MacOS 26, WatchOS 26) basata sull'anno di utilizzo anziché sul numero di versione
- Possibile unificazione UI tra piattaforme con l'introduzione del glassmorfismo (stile visivo di VisionOS)
- Icone tonde per tutti i sistemi operativi
- Miglioramento di Siri con Apple Intelligence per un controllo più naturale del dispositivo
Angelo: Benvenuti a In Development, il podcast dove commentiamo ciò che succede nel mondo dello sviluppo software raccontando come importa sul nostro lavoro. Siamo Angelo, Gabriella, Gianluca e Francesco e abbiamo insieme creato un team di sviluppo chiamato Unicor Donkis e questo è il nostro percorso per diventare un'azienda.
In questa puntata parleremo di design trend con Google, Airbnb e tanto altro e i rumor della WWDC. Iniziamo.
Adesso partiremo con questo primo topic della giornata di oggi che, come ho detto, sono Google related. Ultimamente Google ha presentato il Material 3 Expressive, ovvero la UI di Google, le nuove interfacce di Google.
Gianluca: Il design system di Google.
Angelo: Esattamente, il design system di Google. Diciamo che la puntata di oggi cercheremo di capire dov'è stiamo andando con i trend della UI, in che direzione stiamo prendendo e partendo dal nuovo design di Google che, devo dire la verità, Google ha sempre non è cambiato molto rispetto a quello che c'era già prima, ma ha presentato delle interazioni, delle animazioni e una visual molto spinta, sacrificando forse un po' la parte di UX.
Gabriella: In che modo spinta?
Angelo: Cioè, perché la considero molto spinta perché è molto identificativa, diciamo, possiamo molto...
Gianluca: Si riconosce che è Google.
Angelo: Esatto. Si riconosce che è qualcosa di diverso da tutto il resto che c'è attualmente.
Adesso abbiamo mostrato la nuova grafica incredibile, quindi veniteci a guardare su YouTube, Spotify, su tutte le piattaforme. Ma comunque hanno presentato tutte queste animazioni con questi colori, queste forme geometriche che in realtà già c'erano, però ha ancora di più spinto sull'acceleratore.
Una delle cose è che ha appiattito un po' tutto. Le icone non hanno molta profondità, non si riconosce bene cosa è un bottone e cosa non è. Però nel 2025 secondo me ci possiamo permettere di sacrificare un po' di UX per dare più peso alla UI, per dare un'identità più forte del proprio brand.
Gianluca: Vabbè, c'è da dire che Material non è proprio nato ieri, cioè ha comunque tanto tempo, tanta maturità alle spalle, quindi sanno magari dove stanno andando come direzione. Quando lo vedi in una presentazione come questa, magari ci può stare che dall'esterno sembra complesso, magari più difficile da riconoscere gli elementi. Probabilmente quando lo vedi effettivamente utilizzato dentro un'applicazione è diverso.
Angelo: Sì, però c'è anche da dire che Google non è molto brava a applicare bene quello che fa. Il punto è che ci sono situazioni dove le guidelines spiegano bene come utilizzare le nuove componentistiche, però la questione è che secondo me il punto è che per esempio ci sono molte forme, hanno introdotto molte forme geometriche per elementi che in realtà esprimono la stessa cosa. Quindi è un po' confusionario, potrebbe essere confusionario, però a me onestamente piace. Come dice il nome Express, si dà molto più importanza all'espressività di quello che vuole comunicare, piuttosto che soffermarsi sulla UX e dare visivamente un aiuto a chi sta guardando la schermata.
Gabriella: Anche questi colori vibranti sono molto identificativi, ti danno subito l'idea di come riconoscere una determinata cosa. Quindi hanno puntato molto sulle forme, ma non lasciando niente al caso, anche per quanto riguarda i colori e mi piacciono molto queste guideline, per quanto riguarda come utilizzare.
Angelo: Le guideline sono carine, ma più che altro l'utilizzo che ne fanno dei loro componenti è molto interessante. Mi piace un sacco.
Gianluca: Stavo notando nel sito ufficiale di Material Design gli esempi sono visivamente riguardo applicazioni mobile, anche se in realtà Material dovrebbe essere universale, dovrebbe andare bene anche per il web. Secondo voi è fatto apposta per indicare qualche messaggio particolare o c'è qualcosa che manca ancora che deve essere mostrato?
Angelo: Non lo so perché in realtà è sempre stato molto direzionato sul mobile-centrico il Material Design. Non è mai stato applicato, per esempio, a YouTube o ad altri prodotti di Google in generale. Non lo so se loro siano focussati sulla parte mobile o se mobile non interessa. Questo è molto Android di come sarà l'Android stock, mentre il resto dei prodotti di Google essendo incentrato su altre piattaforme, YouTube per esempio, essendo non esclusiva del prodotto mobile dell'hardware proprietario, magari non prenderà queste guidelines o le seguirà forse solo in parte.
Gianluca: Probabilmente sarà il lavoro dei developer in generale andare a capire come applicare tutte queste cose, perché comunque la documentazione c'è su web, su Flutter, Android. La cosa che mi sorprende è che vedo moltissimi esempi applicati al mobile, ma veramente pochi applicati al web. Probabilmente anche il prossimo Android avrà queste modifiche. Mi ricordo com'era Material You, che si adattava alla personalità dell'utente. Poi col fatto che adesso Google ha rilanciato un sacco le personalità nei loro sistemi operativi, probabilmente tentano di creare qualcosa che si adatti ancora di più a te, ma che abbiano comunque un elemento distintivo.
Gabriella: Sì, effettivamente come diceva Angelo, l'introduzione di molte forme e colori, però utilizzati in un determinato modo, non casuale, e questi colori molto vibranti, ma tenendo comunque tutto un po' flat. È un contrasto, una scelta particolare perché le forme ti danno la possibilità di giocare tanto, però quando semplifici tutto potrebbe contrastare un po'.
Angelo: Sì, è quello che ti dicevo. Semplificare al minimo rende difficile distinguere i vari elementi.
Gianluca: Può essere pure che sia una scelta consapevole. Nell'immagine, vedendo le due Tabar mi sembra proprio di vedere un determinato allontanamento da quello che siamo abituati. Siamo abituati a vedere che l'elemento selezionato ha un suo contrasto molto forte, invece quello sulla destra ce ne ha un po' di meno. Probabilmente la scelta di dire "Ok, stiamo cercando di creare qualcosa che sia diverso dal trend di tutti quanti, forse a discapito dell'utilizzo, forse a discapito dell'accessibilità, però stiamo provando a creare una cosa che è diversa, una cosa che è nostra".
Angelo: Eh sì, quello a me piace, il fatto di provare a cercare qualcosa di diverso, di più espressivo che riesce a trasmettere qualcosa di più piuttosto che lasciare una cosa solo facile da leggere. Rendere qualcosa di non solo facile da leggere, ma anche piacevole da vedere. In questo caso però forse in alcune situazioni non funziona benissimo. La UX è messa molto in crisi da questo punto di vista soprattutto perché i bottoni non hanno tutti la stessa forma, non seguono tutte le stesse regole, sono un po' ognuno segue un po' ciò che vuole. Alcuni sono più tondi, altri più squadrati, seguono tutte shape diverse. Non c'è un vero e proprio standard. Noi che sviluppiamo di più in iOS siamo abituati che i bottoni tendono ad avere una profondità diversa per farti capire che sono bottoni, per farti capire che sono qualcosa di interagibile rispetto a qualcosa di più piatto. Però a me questa direzione non dispiace.
Sarebbe ovviamente da provare per capire come questa perdita di UX impatta, a differenza di tutto ciò che sta andando, per esempio, con Airbnb che ha presentato nel suo redesign delle novità che invece sono totalmente l'opposto. Ha cambiato completamente il proprio flow introducendo altre feature su cui parleremo dopo, ma voglio soffermarmi sul loro cambiamento, sulle icone, su questo 3D molto spinto che però sono sempre molto pulito, le animazioni bellissime. Secondo me questo è un punto importante perché questo 3D, questa ricchezza di contenuto ti permette di avere questo 3D che ha più elementi, ti permette di enfatizzare tante le animazioni.
Gabriella: Diciamo, quello che si perde semplificando tutto lo ritrovi con il 3D in cui ci giochi maggiormente. Quando hai le forme e ne hai svariate, allora incominci un po' a giocarci creando dei problemi di UX possibilmente. E qui col 3D non è più flat e dai più dimensione alle cose, più forme alle cose e puoi giocarci facilmente. E le animazioni sono fantastiche.
La prima cosa che si nota appena cambi con Airbnb noti le animazioni, ma quello che ha fatto scalpore sono state le icone che per noi non so, noto la differenza. Così come Google magari si vuole creare uno spazio, vuole andare in un'altra direzione, anche Airbnb, credo che questo sia uno statement. Se dovessi applicarla al nostro caso di sviluppo, non lo so se la farei questa scelta.
Forse loro hanno introdotto i nuovi servizi, nuove esperienze, quindi unendo le cose, non solo dicendo "Guarda, ho una nuova UI, ho questi nuovi piccoli elementi che mi cambiano un po' l'app", ma ho anche altre cose. Hanno accorpato il cambiamento dei servizi con quello che è un cambiamento minimo di UI, perché a parte le icone non è che hanno fatto una grande stravolgimento della UI. Hanno cambiato un po' il profilo dell'utente, potete trovare sul loro sito i piccoli cambiamenti sui messaggi, hanno cambiato la tripsab per gestire meglio, organizzare meglio il tuo viaggio e poi hanno fatto questo cambio sul profilo dell'utente con queste carte.
Angelo: L'animazione quando clicchi, vero?
Gabriella: Sì, è rotea. Sono piccoli cambiamenti efficaci, diciamoci la verità, soprattutto sulle animazioni. Ripeto, non andrei, per quanto riguarda il nostro caso, non so quanto andrei sulle icone 3D.
Gianluca: Sono un po' un ritorno al passato per iOS, cioè è un design a cui siamo avati.
Angelo: Però sì, anche se sono d'accordo che è un po' ritorno al passato, però con un filo di modernità. Nel senso le vedo molto curate rispetto allo schemorfismo di fatto di Apple di iOS. Secondo me nel nostro caso ovviamente anche con i prodotti che abbiamo sviluppato noi come Outsoon, scaricatelo su App Store, mi raccomando, un bel secchiello di popcorn che saltellano ce lo vedo bene in 3D.
Gianluca: Beh, loro hanno sicuramente un team di design che sa quello che sta facendo, perché il design è estremamente pulito, molto bello, molto ordinato, molto fatto bene. Certo, se sei un'applicazione importante come Airbnb, hai delle potenzialità, ma è anche un tuo dovere forse settare un design trend, cioè non stare a inseguire le grandi società tipo Material Design, tipo Human Interface Guideline di Apple. Cerchi di dare una tua identità alla cosa e quello che fa la differenza come maturazione dell'azienda. Cioè io sono talmente forte da poter decidere il mio stile.
Angelo: Un po' come Duolingo, per esempio. Sono d'accordo, dai un'identità al tuo brand molto forte e insomma non ti mischi con il resto che segue un trend. Tu invece segui la tua strada e vai per quella. Molto bella questo cambio di design.
Gianluca: Veramente complimenti, ci sono un sacco di componenti molto complessi nell'applicazione di Airbnb. Se pensi al flow di prendere un appartamento e fare il booking, già solo quello è un flow abbastanza complesso.
Angelo: Infatti, arrivati a questa questione del flow, vi chiedo con questo nuovo redesign, Airbnb ha aggiunto palesemente la voglia di voler far sì che l'app venga utilizzata più spesso, non solo quando si va in vacanza, con la questione dei servizi e delle esperienze che ti permette di utilizzare l'app non solo quando sei in vacanza. Ma questo flow, questa nuova feature, cambia molto l'utilizzo che ne fai dell'app. Secondo voi, quanto sarebbe stato utile magari fare una seconda app? Quanto questa poteva avere senso come una nuova app?
Gabriella: È una buona domanda ed è una cosa che ci chiediamo spesso. Viviamo nell'idea, almeno io penso che noi tre viviamo, di avere applicazioni più semplici con un target specifico e che sia semplice da comprendere, unico flusso sarebbe il migliore. Però non è sempre possibile. Poi si gioca sempre sul vorrei aggiungere questo, vorrei aggiungere un'altra feature, sarebbe bello che si evolvesse in un determinato modo. Nel life cycle di un prodotto è normale che tu voglia sempre aggiungere cose e far evolvere il prodotto.
Però qual è la threshold tra sto aggiungendo troppo e sto perdendo il focus dell'applicazione? Per esempio services c'è una lista infinita di servizi, sono top 10 per queste 260 città: chef, fotografi, massaggi, spa treatment, personal training. Mi ha dato un po' l'idea di Google Maps, nel senso di sto cercando una cosa, non è tanto il viaggio che voglio prenotare, ma è sto cercando una cosa. Qui mi suona di cambio di rotta sull'applicazione che era molto chiara. Io sto creando un viaggio e quindi ho bisogno di questa casa. Airbnb è bravissimo a darti anche dei filtri sulle esperienze che vuoi fare. Ora cosa c'entra? Come posso limitare il servizio? Per me era un'altra applicazione.
Angelo: C'è poco BNB in questo Air.
Gianluca: Infatti adesso io sono opposto, però nel senso non sono d'accordo perché secondo me cosa fa Airbnb? Se tu vai a definire il core di Airbnb è quello di fare delle prenotazioni. È un sistema di booking. Vai, cerchi, filtri quello che vuoi, ma l'obiettivo alla fine è prenotare. Services è sostanzialmente la stessa identica esperienza con un oggetto di prenotazione diverso. L'experience è sostanzialmente la stessa, il flow di ricerca è sostanzialmente lo stesso. Quindi perché non sfruttare la stessa identica applicazione per andare a fare una cosa che sostanzialmente è la stessa per uno scopo leggermente diverso?
Oltretutto Airbnb è un'applicazione usata da milioni di persone. Sfruttare già la base utenti di Airbnb per questo servizio non è un vantaggio da poco. Magari può essere che in un futuro Airbnb decidita di separarle questi due servizi, ma ad oggi nel lancio di questa cosa qua, creando un'app da zero, vorrebbe dire entrare immediatamente in competizione con tutte le applicazioni che già fanno questo lavoro. Invece così non ha bisogno di competere con queste applicazioni perché è un servizio aggiunto di Airbnb. Io non solo prenoto la casa, prenoto già tutto quanto. Non andrei in un'applicazione diversa per questo caso qua, perché ci sono estremamente tanti vantaggi per cui questa cosa qua non dovrebbe essere separata.
Gabriella: Ma è una nuova esperienza utente e non è solo una, sono due.
Gianluca: Lo è davvero una nuova esperienza utente?
Gabriella: Sì, lo sono. È un altro flusso logico per l'utente. Comprendo quello che dici, nel senso di dire "Devo fare un viaggio, non voglio soltanto la casa, voglio qualcosa in più". Quindi magari quello che prima andavi a vederti le recensioni per fare un'esperienza particolare in un determinato posto, adesso apri Airbnb e lo fai. È comprensibile, altrimenti Airbnb non l'avrebbe mai messo.
Per la portata e quanto può aumentare una cosa del genere tra servizi e esperienze, io lo vedrei più su un'altra applicazione per l'evoluzione che può avere, perché lo trovo per l'utente arrivato a un certo punto complicato. Ecco perché capire fin quando è una feature nuova e fin quando è una nuova applicazione. Dove si può spingere Airbnb per raggiungere quella threshold di dire "Ok, per adesso va bene come feature. È un servizio, tu puoi prenotare i servizi, puoi prenotare esperienze e fai tutto in una sola applicazione e ti gestisci il viaggio", che è diverso da "mi gestisco le prenotazioni delle case, mi gestisco il mio viaggio all'interno di una sola applicazione".
Fin quando questa cosa andrà bene come feature e basta. E dov'è il punto dove cade la feature e inizia una nuova esperienza per l'utente che potrebbe essere più complessa? Sappiamo che fare troppe cose in un'app, poi ad un certo punto abbandoni l'app perché non va. L'utente è sovrastimolato da determinate cose.
Angelo: Allora, io sono un po' in dubbio. Tra le due sono un po' nel mezzo perché la questione è che per quanto riguarda le esperienze la vedo molto in focus su quello che vende comunque Airbnb. Per la questione dei servizi meno. Capisco che ti può servire il barbiere o il parrucchiere quando hai necessità, non a farti un mese alle Bahamas se c'hai i soldi.
Però il punto è che palesemente Airbnb ti vuole aumentare il flusso di utenza sull'app a prescindere che tu vada in vacanza o meno. Loro vogliono che tu quei servizi li utilizzi anche quando non sei in vacanza. E questa parte la vedo un po' meno centrata su quello che era il focus dell'app precedentemente. Sono d'accordo con quello che dici tu Gianluca sul fatto che ha molto senso il flow e che l'user experience è la stessa per ogni tipo di sezione dell'app, per ogni tipo di servizio, esperienza o appartamento. Tu stai prenotando questa cosa, stai sulla applicazione, quindi la user experience può essere simile.
Però il punto è che il nome della dell'azienda, Airbnb, mi pone "Ok, io sto cosa la devo aprire perché devo andare in vacanza". Non mi viene proprio. Ho paura che questa feature dei servizi possa perdersi all'interno di un flow più grande che poi non lo sfrutta mai, che non arriva mai a quel cliente perché io sono legato a Airbnb perché devo andare in vacanza, apro l'app per quello. Quindi secondo me in quel caso la feature dell'extra diventa sensata da avere su un'altra cosa. Anche se sono d'accordo che ce l'ho già installata e quindi dico "Ok, trovo la funzione nuova".
E qui secondo me funziona bene il redesign perché te l'ha spiattellato in maniera con una comunicazione molto forte il "Oh, c'è un fatto nuovo sull'app, fare i servizi pure qua".
Gianluca: Stai per caso suggerendo che Airbnb andrà verso un cambio nome tipo Meta e Facebook?
Angelo: Non credo. Loro in realtà vogliono rimanere quello che vogliono rimanere.
Gianluca: Perché ha senso secondo me il fatto di dire gestione viaggi. Airbnb è viaggi. Io cosa faccio quando vado voglio andare in viaggio? Prenoto dove dormire, prenoto cosa fare, prenoto le mie experience. Mi sembra abbastanza coerente.
Ad esempio, una funzione che io non vedrei coerente in questo sistema qua, sai cosa sarebbe? Ad esempio, concerti. Sostanzialmente è sempre una prenotazione. Vado là, cerco, vedo quello che devo fare e faccio il mio biglietto. Secondo me lì non ci starebbe bene.
Gabriella: Ma non entrare nell'experience?
Gianluca: No, perché lì entra una questione molto più complessa di gestione delle code, gestione del biglietto, gestione di altre cose per cui Airbnb non è l'applicazione per cui io vado a fare queste cose. Lì è proprio l'imprinting dell'esperienza che ho con quell'applicazione che è diverso. Se invece è semplicemente la mia esperienza privata così che io prenoto la scuola di cucina a Sorrento, vado col mio gruppo di amici, vado a fare questa esperienza perché mi trovo in un contesto di vacanza coerente con quello che offre Airbnb, lì ha senso che sia nella stessa applicazione perché mi dai un servizio aggiuntivo su una cosa che è già nel tuo core business.
Il mio core business, il mio di Airbnb è quello di venderti il viaggio. Quanti sono quali sono le cose che posso offrirti affinché il tuo viaggio sia completo senza uscire dallo scope? Ad esempio, concerti, spettacoli teatrali, probabilmente non è. Forse spettacoli teatrali, non lo so, però certamente una cosa focus su un concerto secondo me lì no, ad esempio, perché esci dall'idea del viaggio.
Gabriella: Qui ci sono, diciamo, come esperienze che loro propongono sono esperienze che magari i locali del posto ti offrono e quindi tu vai a scoprire una città e scopri anche l'esperienza che offre la città, per esempio, Napoli ti fai una cooking class fatta da una...
Angelo: Zeppole & Panzarotti.
Gabriella: Esattamente Zeppole & Panzarotti. Il concerto non entra nel loro concetto di esperienza perché non è che ti offre, non è che scopri la città ti dà una cosa in più sulla città. È semplicemente un'esperienza. Quindi il concetto di esperienza penso che per loro sia molto centrato. È anche perché loro hanno una selezione per quanto riguarda gli host di queste esperienze. Nel senso per selezionarli devono avere delle caratteristiche ben precise. Quindi ce l'hanno focussata. Infatti Experience, dato che Airbnb si basa su quello, top.
I servizi sono delle cose aggiuntive che non vedo. Lo comprendo a questa dimensione, già tipo 10 servizi, va bene, top 10 servizi, quindi significa che ce ne sono tantissimi altri. Però mi pongo la domanda dell'evoluzione. Però Airbnb credo che abbia un ottimo team che saprà gestire questo.
Gianluca: Questa una cosa che io non ho capito. Ma queste esperienze, questi servizi sono selezionati da Airbnb o chiunque può proporre il proprio? Perché già questo potrebbe essere una bella differenza.
Gabriella: Per come capito delle esperienze tu ti proponi ma in realtà devi avere una selezione.
Gianluca: Quindi comunque vieni approvato. Perché ad esempio questo secondo me ha ancora di più il valore della scelta di fare tutto in un unica app perché ti stai affidando ad Airbnb. Io uso il marchio di cui mi fido. L'Airbnb comunque ha un livello di trust con i clienti altissimo, quindi mi dai ancora di più il valore aggiunto di stare su Airbnb in un sistema che io conosco, in un sistema di cui mi fido.
Angelo: Ma il sistema qua non si può il fatto di non essere con Airbnb o meno. Però se per Airbnb fosse più consono creare una suite di app con ognuna una propria finalità piuttosto che averne una sola dove puoi comprare il pacchetto intero... Ripeto, ci vedo comunque il suo senso in entrambe le situazioni. Insomma, sicuramente il team di Airbnb sarà più conscio di noi della direzione giusta. Però qua facciamo chiacchiere su questi.
Gabriella: Anche per noi, per capire anche per le nostre applicazioni, perché noi abbiamo un'idea più semplice delle app, più focusata. Quindi questo per noi può essere un cambio importante. Per esempio, abbiamo il caso di un altro esempio che mi viene in mente di app nuova oppure feature. Abbiamo Spotify e Apple Music. Spotify ha inserito i podcast all'interno dell'applicazione Spotify. Apple Music ha Apple Podcast, quindi qui qual è la threshold?
Quindi due cose che dovrebbero fare ipoteticamente la stessa cosa. Apple Music e Spotify. È un servizio di ascolto di musica in cui tu puoi inserire anche podcast perché comunque è la stessa esperienza. Io premo play e devo ascoltare qualcosa. Uno ha deciso di fare Apple Podcast e un altro invece ha detto "Ok, per me si inserisce tranquillamente all'interno".
Gianluca: Questo sicuramente un discorso interessante. Ma l'idea, secondo me, di analizzare Airbnb e Spotify ha più senso, perché Apple ha avuto una questione storica nel quale Apple Podcast è sempre stata un'applicazione separata che si collegava a internet e aveva da sempre questa necessità di funzionare in questo modo. Quando Music è stata creata, quando in realtà Music è stata creata, non esisteva Apple Music, il servizio di streaming dietro. Quindi storicamente sono sempre state due applicazioni separate.
La cosa che vedo molto interessante nel collegamento è Spotify. Spotify ha scelto di non creare un'applicazione separata per i podcast, ha scelto di creare un'unica applicazione anche con due feature diverse. Tu hai due servizi diversi, rimangono nella stessa applicazione, però lì cosa stai facendo? Qual è il core dell'applicazione?
Rimaniamo sempre nel discorso di dire che cos'è che mi fa questa applicazione? Io scarico Spotify o scarico questa applicazione per un obiettivo? Quando tu crei un'applicazione la scarichi perché hai necessità di soddisfare un tuo bisogno. Perché scarichi Spotify? Voglio ascoltare roba. Che sia una canzone o che sia un podcast, sostanzialmente l'esperienza non cambia. Hai sempre l'obiettivo raggiunto di quell'applicazione.
L'applicazione soddisfa quello che mi ha promesso che l'applicazione fa. Quindi neanche io in quel caso non creerei due applicazioni, non farei due app diverse. Apple farà un'unione delle due cose? Non lo so. Chi lo sa in realtà. Beh, se mi dici che è una questione storica che nasce prima Apple Podcast, capisco anche perché se crei Apple Podcast non è che puoi metterci musica all'interno. L'hai chiamata Apple Podcast.
Angelo: Ok, però già la fantasia dei nomi.
Gabriella: Esatto. Spotify si può permettere di fare un'unione, però già se decidi, guarda, io mi chiamo Apple Podcast, è la fine.
Gianluca: Probabilmente è anche questo che ha dato a Spotify il primato sull'ascolto dei podcast, perché Apple Podcast penso che in generale non è utilizzata tanto quanto Apple Music come applicazione. È un po' particolare, devi essere un po' interessato per andartela a scaricare o comunque per andartela ad aprire, per andartela a esplorare.
Invece magari l'utente di Spotify, già essendo nell'experience, già si trova a dover navigare all'interno del menù, già si trova a dover fare determinate cose, è più facile che si avvicini ai podcast e quindi c'è più utenza lì che si avvicina ai podcast rispetto a Apple Music che deve fare la fatica di chiudere un'app e aprirne un'altra.
Gabriella: La fatica per loro, insomma. Ci chiedevamo anche per esempio gli inviti, l'app di inviti. Francesco ci diceva appunto, ma non può entrare nel calendario?
Gianluca: Esempio, lì no, per me lì è giustificatissimo che non sia nel calendario. Perfetto. Perché cosa succede? Che cosa promette di fare il calendario? Il calendario ha un specifico obiettivo che è quello di tenere traccia dei tuoi appuntamenti della giornata.
Inviti fa una cosa che è diversa. Ti invita, ma non solo quello, crei degli inviti. Sul calendario puoi invitare all'evento una persona, ma inviti non è per l'invito in sé. È il punto d'inizio. Ma la forza di inviti è appunto quella di collezionare tutta un'experience molto particolare dietro l'invito della festa in sé.
Cosa fai? Scegli le persone, scegli se vuoi accettare o meno, ma puoi portare anche un meno, accetti le altre persone, scegli la galleria, l'album condiviso immediato. Vai a pagare i cloud perché c'hai bisogno dell'account condiviso. Vai a pagare Apple Music perché puoi scegliere la playlist condivisa della festa. Vai a pagare altri servizi. Metti tutto insieme, quindi è molto di più di gestire un evento sul calendario.
Angelo: È un wedding planner.
Gianluca: È un event planner molto semplificato, però è molto di più rispetto che gestire "Guarda, alle 4:00 di pomeriggio ci incontriamo qua". Cioè gestisce un'esperienza molto più ampia della cosa. È per questo che non ha senso o comunque non secondo me personalmente non è corretto che sia all'interno dell'applicazione calendario.
Potevano metterlo all'interno del calendario come prova e poi esportarlo fuori. Già questo è diverso.
Gabriella: Non so se è possibile magari che una volta che hai accettato un invito ti esca poi all'interno del calendario.
Gianluca: Mi sembra di sì.
Gabriella: Questa sarebbe la feature, la prima feature che avrei pensato io come penso anche Apple a questo punto.
Gianluca: Però l'idea qual è? Tu sviluppi questa funzione, perché questa funzione dovrebbe diventare un'applicazione stante separata che hai talmente tanto materiale, diventa talmente tanto un'esperienza a se stante per cui giustifica una separazione delle cose.
Gabriella: No, no, ma hanno secondo me fatto molto bene. Potrebbero cambiare l'App Icon sinceramente.
Gianluca: Un esempio che mi viene per giustificare ancora di più la scelta delle cose, anche semplicemente lato di mercato, di vendere. Tu stai vendendo. Comunque il momento migliore per continuare a venderti roba è quando tu hai appena acquistato qualcosa. Questo in generale è una legge che funziona sempre nel mercato. Cioè, se io ho appena acquistato è molto probabile che sono portato ad acquistare anche altre robe. I classici flow di acquisto, i funnel di acquisto, cioè tu compri questo però compri anche l'accessorio a 5 euro che potrebbe interessarti.
Gabriella: Come ad esempio Ryanair.
Gianluca: Ad esempio, però anche loro usano la stessa idea. Quindi cos'è la cosa? Ok, hai comprato la casa, perfetto, vuoi anche il servizio aggiunto, vuoi anche fare questa bellissima experience, vuoi anche questo. Ha senso che tu ti trovi nello stesso contesto.
Immaginati, compri, riservi la tua casa, cioè prendi il booking di una settimana a Sorrento.
Angelo: Allora, tutto ciò perché il nostro fantastico regista fonico e tante altre bellissime cose è di Sorrento, cioè per chi conosce.
Gianluca: Vogliamo venirti a trovare a casa, quindi prenderemo un Airbnb a Sorrento. Però l'idea qual è? Io quando faccio questa cosa, prendo la casa.
Gabriella: E un'esperienza con Francesco che ti suona la chitarra.
Gianluca: Perfetto. Facciamo proprio questo esempio. Io quando faccio questa cosa voglio andare nell'applicazione di Airbnb, cerco la casa, prendo la casa. Nel momento in cui confermo il booking della casa, immaginati Airbnb ti dice "Ok, vuoi prenotare anche questo servizio, eh serenata di chitarra con Francesco?" Premi e ti butto in un'altra applicazione.
Angelo: Eh no, questo è effettivamente no.
Gianluca: Cioè io lì penso "mi hai perso come cliente".
Gabriella: Davvero, se mi rimandi a un'altra applicazione per me lì mi hai perso.
Gianluca: Io lì perdo un po' la fiducia, però se lì all'interno sono nella stessa applicazione è più probabile che io mi continuo a fidare, continuo il flow di acquisto, non lo interrompo.
In un altro contesto potrebbe essere diverso. Outsoon, noi volevamo mettere una sezione dedicata anime e manga. Una volta avevamo parlato di questa cosa qua. Lì potrebbe avere senso perché magari è proprio un contesto diverso. Magari l'applicazione fa la stessa cosa, l'obiettivo è rispettato, quindi logicamente potrebbe aver senso rimanere nella stessa applicazione. Però noi sappiamo che l'utente è diverso, quindi lì è proprio una questione particolare dove tu fai una scelta diversa, ma non è per lo stesso, cioè la motivazione sostanziale è diversa.
Gabriella: E vabbè, ovviamente per Outsoon parliamo di film ed è ben centrata su...
Angelo: Per chi non ha scaricato l'app che attualmente è sull'App Store e che potete scaricare su tutti i vostri iPhone, mi raccomando, fatelo. Grazie. È un'app che ci permette di...
Gabriella: Fare countdown dei film.
Angelo: Quindi rimanere sempre aggiornato sugli ultimi film che sono in dirittura d'arrivo al cinema e sulle piattaforme di streaming più importanti.
Gabriella: E Angelo ha lavorato molto su Widget, quindi per piacere mettete Widget che è la parte interessante dell'app. Grazie.
Angelo: Che potete condividere anche sui vostri social.
Gabriella: Esattamente. Puntata chiusa al momento. Marchetta. Eh direi che, ecco, se io dovessi spiegare a una persona quando per me non è più feature, ma è un'applicazione a se stante, per me Outsoon è un ottimo esempio.
Se tu sai che il focus di un'applicazione è così chiaro che riguarda i film che stanno per uscire, che quindi tratta, richiama persone che hanno una passione per il film, che vogliono tenersi aggiornati, che a cui piace andare al cinema, che hanno un grande hype per quello che viene nel mondo cinematografico, è lì che mi metti gli anime.
Magari trovi un utente come Angelo a cui piacciono film e anime insieme, quindi top, ma non è detto che è lo stesso utente e quindi per me giustifica un'altra applicazione. E in più il fatto che l'anime è ricorsivo mentre il film no. Cioè ti vedi il film, poi può uscire il sequel, ma non è che è la stessa esperienza. E qui io metterei la linea di demarcazione.
Per altri esempi, cioè per altre applicazioni, non è così marcata l'idea. Però il punto per me è l'utente. Chi è l'utente? Se è lo stesso, forse ci puoi fare un pensiero. Ma soprattutto ti stai allontanando dal focus della tua applicazione? Quella è la prima domanda che mi farei se dovessi scegliere io come PM.
Angelo: Nel nostro nel nostro caso specifico, diciamo che anche l'esperienza all'interno dell'app è molto focusata sull'utente che va al cinema. C'abbiamo i popcorn, abbiamo la app icon con il countdown tipico del cinema anni 40, no? Quindi, secondo me, là c'è anche una questione di identità dell'app che fa molto sulla questione del cinema e dell'esperienza cinema.
Quindi secondo me là perde proprio un po' di senso l'avere anime e manga come uscita che hanno uscita calendarizzata, hanno episodi oppure insomma numeri eccetera. E oltre la questione dell'utente, cioè poiché non c'è nessun tipo, come diceva Gianluca, per esempio, su sulla questione di Airbnb, che c'è un'interazione successiva che collega le due feature, no?
Quindi, nel nostro caso, per esempio, che stavamo discutendo per Outsoon, film e anime, poiché non ci vedo una connessione tra, dico, ok, magari sì, nel senso del cioè l'anime, esce il film dell'anime, vabbè, tutte cose molto nello specifico, però non c'è una cosa che un acquisto, non c'è un collegamento diretto tra queste due cose. E il countdown è fine un po' a se stesso. Semplicemente. E anche la condivisione con gli amici non avviene in app, ma avviene al di fuori. Quindi sempre comunque c'è sempre l'uscita dall'app per queste situazioni.
Secondo me avere una un'app più specifica che si dedica a un altro tipo di categoria, anche perché noi non siamo Airbnb e quindi non abbiamo il vantaggio che diceva Gianluca nel dire "io già ho degli utenti, un grande numero di utenza a cui posso far scoprire questa feature rimanendo senza dover scaricare una nuova app". Ma magari nel nostro caso quella seconda app potrebbe avere più successo della prima semplicemente perché troviamo più persone.
Gianluca: Ma come dici tu, cioè cambia l'utente, cambia la destinazione dell'applicazione, cioè l'obiettivo di quell'app qual è? Cambia il modo di utilizzo dell'applicazione. Allora lì giustifica.
Gabriella: Quindi diamo questi tre pilastri per ora che sembrano essere i nostri tre pilastri per la decisione.
Gianluca: Ma ti ricordi prima stavamo parlando di questa cosa qua, l'esperienza delle Poste invece che sembra invece essere un caos che non segue.
Gabriella: Allora, Poste. Un'altra questione, facciamo brevemente un giusto per chiudere questa. Insomma, Poste c'ha 1000 applicazioni, ma secondo me potrebbero anche incominciare a tagliare.
Angelo: Se qualcuno di Poste Italiane sta seguendo questo podcast per piacere, non è possibile che io faccio una cosa su un'applicazione e mi arriva la notifica di un'altra applicazione di Poste. Ma che senso? Che senso c'ha? E io poi apro quella notifica e mi si... Vabbè ho capito le persone, i novantenni chi eh...
Gianluca: Ma appunto per questo, ma chi è l'utente medio che ha bisogno dei servizi delle Poste?
Angelo: Io, pure noi!
Gianluca: Però proprio perché tu sei una persona, diciamo parliamo dal punto di vista di Poste, tu sei una persona. Le Poste devono servire dei servizi per tutti sostanzialmente. Quindi da il ragazzo giovane al pensionato, giusto?
Ora, come fai tu, entità gigantesca come Poste con mille servizi a creare un'unica applicazione che possa essere...
Angelo: Ma là secondo me non è il problema che non dovevano creare una suite di applicazioni. È che non hanno capito bene dove finisce una cosa e inizia un'altra.
Gabriella: Vero.
Angelo: È la delimitazione delle feature che è un po' problematica. Cioè io faccio un pagamento con l'app delle PostePay e poi mi arriva la notifica dell'app Poste principale che mi chiede quale ufficio è disponibile.
Gabriella: Nell'app Poste Italiane io posso fare la stessa cosa. Cioè ho Banco Poste, Postepay. Che però sono due applicazioni separate. Sia Postepay che Banco Poste e decidiamo Poste Italiane che cosa vuole fare, Postepay che cosa vuole fare, Banco Poste che cosa vuole fare. Però posso dirti una cosa, non posso scaricarmi 75 applicazioni per tanto. Fate una cosa, fate no una cosa, fate troppe cose, gestitela bene. Però vabbè.
Gianluca: Lo Spid è l'applicazione migliore che hanno.
Angelo: Forse quella più usata. Migliore? No.
Gianluca: Nel senso fa quello che deve fare.
Angelo: Cioè nulla, deve rimanere attiva. Cioè quello è...
Gabriella: Direi che dopo le Poste possiamo passare a quello che ci aspetta in futuro.
Angelo: Farei un attimo un passo indietro. In realtà io farei un passo indietro a una delle applicazioni che abbiamo già citato, ovvero l'app Inviti di Apple. Che in realtà mi fa da trampolino per parlare di quello che sarà il prossimo topic e argomento, ovvero i rumors della WWDC: Pa pa ra pa!
Eh, dovevo farlo, chiedo scusa. Dovevo farla. Comunque, il perché questo vi starete chiedendo? In realtà per chi è stato un po' più attento quando ha scaricato l'app Inviti, che io non ho mai utilizzato perché nessuno mi invita a fare niente e nessuno mi invita a fare nulla, vabbè, però la realtà è che a me non va di fare niente. Se è quello, perciò non mi invita nessuno e rifiuto gli inviti solitamente.
Ma il focus su cui mi volevo soffermare è che l'app Inviti ha una UI un po' diversa.
Gianluca: Se n'è discusso parecchio quando è uscita.
Angelo: Perché probabilmente in realtà l'app Inviti è un'anticipazione di quello che potrebbe essere la nuova UI che Apple ci vuole presentare nella WWDC. Che in realtà a oggi che stiamo registrando è a brevissimo.
Gabriella: Sì, allora la WWDC ci sarà dal 9 al 13 giugno e il 9 dovrebbe iniziare alle 19:00. Ora italiana e il keynote inizia. E ci sarà una bella settimana di lavoro per noi, quindi prepariamoci.
Gianluca: È una bella settimana in cui noi andiamo...
Angelo: Loro io non vado. Loro hanno usato Airbnb in questo tempo e noi no. Io no.
Gianluca: Giusto, diamo un attimo un recap. WWDC è la conferenza internazionale dei sviluppatori, quindi per noi è l'evento annuale in cui Apple presenta tutti gli aggiornamenti dell'anno, tutte le nuove cose, tutte le nuove funzioni, soprattutto i nuovi sistemi operativi che verranno pubblicati. Quindi per noi, diciamo, è proprio il calderone principale di informazione, di incontro con gli sviluppatori.
Noi dovevamo anche andarci, tra l'altro, però abbiamo avuto un impegno più importante, no? Più importante, diverso. Eh, quindi quest'anno non ci andremo, però la prossima volta proviamo a organizzarci.
Gabriella: Ma per quanto siamo sfigati non...
Gianluca: Vediamo. L'idea qual è però che lì otterremo tutte le informazioni sui nuovi sistemi operativi e l'idea di quello che potrebbe essere il futuro. Come dicevamo, può essere che qualcosa si è già capito. I rumors online parlano diverse cose. Un paio di cose che noi abbiamo ritenuto interessanti, discutere, capire un attimo. A parte vabbè la nomenclatura che abbiamo...
Gabriella: Il grande big bang.
Gianluca: Allora, eh si dice comunque non è ancora certo. Finché Apple non lo dirà ufficialmente sul palco, non lo sappiamo. Eh, Apple sta cambiando la nomenclatura dei sistemi operativi. Non sarà più iOS 17, 18 e così via, 19. WatchOS 5, 6, 7, 8. VisionOS 0, 1, 3. A quanto pare vuole andare su una nomenclatura completamente diversa che viene presa dal mondo automobilistico. Da quanto ho capito, è quella appunto di associare il sistema operativo, il nome o comunque la parte numerica, diciamo, non più con la versione corrente ma con l'anno di utilizzo di quel sistema operativo. E questa cosa qua già a me...
Gabriella: Non ha senso. Cioè mi ha un po' scioccato.
Gianluca: Dovrebbe essere comunque iOS 26, Watch 26, MacOS 26, perché poi li verranno chiamati tutti quanti nello stesso modo.
Angelo: Beh, non è in realtà una novità nel nell'ambito software perché ad esempio Windows, cioè è stato Windows 98, Windows 95, 98, 2000. Quindi non è in realtà una cosa nuova. E comunque nello sviluppo software molti programmi utilizzano le nomenclature con l'anno del software piuttosto che che ne so Photoshop per dirne una.
Gianluca: D'accordo? Ma perché non 25? Perché 26? Capito?
Angelo: Questa cosa qua cioè per gli sviluppatori uscirà sicuramente prima. Però la maggior parte della vita di questo prodotto probabilmente avverrà nel 2026 e poi c'è sempre quella cosa di voler apparire più nuovo, capito? Cioè tu immaginati nel 2026 avere il iOS 25 ti sembra già vecchio, invece avere nel 2025 iOS 26 bello, capito? Quindi è una cosa marketing.
Gianluca: Fa strano, ma vabbè, va bene. È interessante, interessante.
Dei delle questioni intriganti questa nomenclatura perché banalmente potrebbe sembrare vabbè usano il 26 tutti quanti eccetera eccetera, però potrebbe nascondere dietro la visione di Apple di voler unificare un po' di più le proprie interfacce. Visto che uno degli altri rumor che si hanno già avuto con leak ormai, cioè insomma abbiamo già visto tanti persone che hanno provato già a immaginarsi la nuova versione di iOS, tutti gli OS di Apple, insomma, di unificare un po' quello che è la dare un po' di più coerenza grafica a tutte le UI dei dispositivi Apple.
Che sembra stiano andando, come anticipavo, il fatto di Apple Inviti verso quello che è l'interfaccia di VisionOS. Cioè ovvero il glassmorfismo, queste icone con questo effetto vetro che riflettente con i bordi traslucidi delle cose, con dei bottoni un po' più grandi, con degli elementi di interattivi un po' più cioè più grandi, più evidenti. E quindi comunque qualcosa di diverso da un cambio meno epocale di quelli che ci sono stati nella storia di Apple sicuramente.
Angelo: Però forse aspettiamo di vederlo.
Gianluca: Comunque di solito escono delle sorprese.
Angelo: Esatto, esatto. Però abbastanza significativo comunque quello che sembra essere sicuramente il trend.
Gianluca: Ma penso dall'uscita di Swift UI che questo sia la direzione che Apple sta prendendo. Cercare di unificare sempre il più possibile l'ecosistema, cercare di creare un'unica API per chiamare gli elementi grafici.
Immagino già l'iPadOS che è diventato molto simile a MacOS e viceversa. Gli elementi da un dispositivo, comunque identificativi di un dispositivo, sono stati presi e messi anche da altre parti. Diciamo, tutti gli ingredienti per andare verso quella direzione ci sono. Cosa avverrà veramente non è ancora, secondo me, molto chiaro perché bene o male sembra che effettivamente stiamo andando verso quello.
Ma vedo un po' di complicato, come dicevamo pure prima, vedere il glassmorfismo adattato a tutti i dispositivi è molto complicato. Cioè su il watch come lo applichi una cosa del genere che per la maggior parte quel dispositivo deve essere in modalità dark mode o comunque scura, per evitare di consumare troppa batteria? Come fai a applicare quello stile grafico? Capito? È molto complesso.
Angelo: Vedremo come si porrà Apple a questo problema perché su VisionOS funziona bene, perché comunque ti deve dare quella separazione tra la realtà e il mondo digitale. Quindi questo il vetro, questa sensazione di vetro che separa poco le due realtà funziona bene.
Vedremo come lo applicheranno per tutte le altre piattaforme. Quello che mi intriga è non è tanto il come applicheranno tutto questo alle varie piattaforme perché comunque, come dicevi tu, è da tanto che ormai vogliono creare una piattaforma unica.
Secondo me da quando hanno iniziato con il rilascio dei chip proprietari che hanno reso, insieme a Swift, le migliorie di Swift, tutto praticamente un unico sistema. Infatti sviluppare e cambiare da un da una piattaforma all'altra è sempre diventato sempre molto più semplice.
Però il punto è la difficoltà sono iPad, iPhone e Mac. Che come Watch, anche tutti gli altri. Però queste tre nello specifico sono interazioni sempre tutte molto diverse. E quindi non per forza la stessa cosa può funzionare.
Per esempio tornando alle guidelines di Apple, la Human Interface Guidelines di Apple, la tabar che si adatta come sidebar all'interno, la tabar che abbiamo sui nostri iPhone che si adatta come sidebar sugli iPad e sui Mac. Ecco, questa cosa renderla ancora più simile tra di loro non so come possa, cioè non vorrei che questa unione possa portare più problematiche che vantaggi.
Gabriella: Sì, sono d'accordo. Tabar stanno cercando di toglierla da mezzo, da un bel po' e sicuramente, diciamo, avere delle esperienze simili, ma non troppo sui vari dispositivi, rende il dispositivo unico. Eh, se io ho l'iPhone, ho l'iPhone per una ragione, se ho l'iPad ho l'iPad per una ragione e così via. Eh, secondo me anche un po' impossibile e un po'... Sì, è impossibile pensare di poter uniformare tutto.
E forse non è la strada giusta. Aspetto di capire se Apple riuscirà a fare qualcosa che mi soddisfi, considerando che adesso abbiamo questo grande questa grande idea della nomenclatura che mi dice "Ok, forse c'è un cambiamento".
L'anno scorso pure si parlava di di un cambio di design e alla fine poi abbiamo avuto l'applicazione di redesign delle foto che insomma... E là potrebbe essere la questione che però un rumor che non so se è realtà, però uno dei rumor che ho sentito è che queste applicazioni che sono uscite come Inviti, il redesign di potrebbero semplicemente essere in realtà, essere state semplicemente non un'anticipazione, bensì un ritardo. No, perché magari era già l'anno scorso che forse volevano presentare dei cambiamenti e invece magari Apple ha voluto, ha deciso di introdurli un po' più tardi per far capito, adattare un po' più le persone.
Gianluca: Si parlava di, anziché fare un evento l'anno, farne uno ogni 2 anni. Si parlava anche di questo nella community. Quanto questa cosa sia fattibile, boh, in realtà Apple è un po' che non inventa nuove cose o comunque non fa innovazione come agli inizi.
Gabriella: Come il VisionOS non è super mega.
Gianluca: Non è non è stato super innovativo perché ci sono stati altre aziende che già lavoravano in quel settore.
Quindi mo boh, l'idea di capire un po' come sarà. Secondo me dobbiamo distinguere due cose. Unificazione al lato UI e unificazione al lato del sistema o dell'ecosistema del mondo Apple in generale che è già molto forte.
Lato UI è molto complesso e vedo delle difficoltà. Lato sistema si stanno facendo anche grandi passi da gigante anche come proprio sviluppo. Da quando è uscito Swift UI, Swift Data. Diciamo Apple ha ricreato, da diversi anni, ormai sta ricreando frameworks anche molto stabili, molto utilizzati.
Quindi c'è un'intenzione molto forte di andare verso unificazione dell'API o comunque unificazione del sistema in generale. Già anche soltanto pensare che con un click su Xcode tu puoi passare la tua applicazione dal Mac all'Apple Watch. È incredibile come idea. Quanto questa cosa funziona. Noi sappiamo che non è facile. Sappiamo perfettamente che portare un'applicazione tra un dispositivo e un altro non è banale.
E proprio questa facilità è quello che poi tende a nascondere un po' effettivamente quello che è il lavoro dietro che dobbiamo fare noi, quello di creare poi l'experience dietro al dispositivo. Vedremo.
Gabriella: Cosa cosa vorreste vedere?
Angelo: Ecco, prima di rispondere a questa domanda che è molto interessante, ehm, le icone tonde. Cioè ci tenevo a far dire questa cosa a Gabriella.
Gianluca: Gabri che ci sta stressando con queste icone tonde.
Angelo: Cosa ne pensi di queste icone tonde?
Gabriella: Ho sentito questi rumor delle icone tonde.
Gianluca: Quelle dei VisionOS portate in iOS, contestualizziamo.
Angelo: Esattamente. 19 anche Watch mi sembra siano tonde, non mi ricordo adesso.
Gianluca: Sì, sì, sì. Sono anche tonde quelle.
Gabriella: Allora, eh il punto è Ok, sono leggermente diverse. Quelle mi danno un po' di paura, nel senso per me è una questione che porterà del lavoro. Siccome io dovrei prevedere il lavoro che dobbiamo fare, è una cosa che ci porterà un bel po' di lavoro. E poi anche su iOS eh non ce la vedo. Cioè dal punto di vista di utente Apple non mi piace.
Poi magari me la propongono, top, mi piace, però dal punto di vista di PM che deve gestire il lavoro, mi preoccupo per tutte le persone che dovranno ridisegnare le icone. Quindi esatto. Ho un moto compassionevole verso la nostra tipologia di persone. Poi ad Angelo fa ridere questa cosa, ma va bene.
Angelo: Eh, per lei è stata molto importante sottolineare questa cosa, un po' come la tinted quando è stata introdotta. Ma a questo punto torniamo alla domanda che stavi facendo. Cioè cosa ci aspettiamo? Quindi un po' di idee su in conclusione sparate le grosse su questa WWDC. Cosa ci aspettiamo?
Gianluca: La domanda è chiudiamo noi?
Angelo: Ma sì, cosa vuoi? Cosa vuoi tu? Cosa ti aspetti?
Gianluca: Dal sistema operativo in generale mi aspetto di utilizzare sempre meno la home. Cioè io voglio utilizzare Siri. Vorrei che Siri fosse all'altezza del suo compito di utilizzare il telefono come... No, come è stato annunciato l'anno scorso da quando è uscito Apple Intelligence. Siri dovrebbe... C'è questo famoso ristrutturazione di Siri per cui diventa veramente capace di poter contestualizzare la conversazione e fare azioni molto più efficaci nel sistema operativo. Io quello a parte lo spero, ma è già stato annunciato. Quindi forse ho un po' barato.
Angelo: Diciamo che attualmente si rifà chiedere al compagno più... Esatto, fammi copiare.
Gianluca: Ma non è quello. È proprio l'integrazione delle azioni. Cioè neanche tanto la conversazione. Quindi il modello di LLM. Io vorrei proprio che io devo prendere il cellulare, non devo andare a cercare le applicazioni. Io voglio che parlo col telefono e le cose vengono fatte. È un po' diverso.
Angelo: Neanche che magari che applicazione mi serve. Dico un'azione e il telefono sa che devo prendere quell'applicazione per cercare.
Gianluca: Esatto. È esattamente questo.
Gabriella: Vabbè, l'hai sparata grossa, dai.
Angelo: Per quello magari c'è Johnny Ive con chatGPT, ma ne parliamo magari in un altro.
Gabriella: Allora, io no, io non ho nulla da dire, nessuna previsione, ma più che altro perché vengo sempre delusa da Apple. Quindi...
Gianluca: Ma cosa vuoi? È diverso, non fare una previsione. Che cosa vuoi?
Gabriella: Che cosa vorrei? Non lo so.
Gianluca: Babbo Natale viene con i nuovi prodotti Apple. Anche se sei un device, qualunque cosa, cosa vuoi?
Gabriella: Mmm, io vorrei utilizzare di più l'Apple Watch. Secondo me ha una grande potenzialità e non la sfruttano per niente. Un redesign dell'Apple Watch in generale. Dargli più autonomia, più capacità anche dal lato di sviluppo, perché si possono fare belle applicazioni anche lato watch. Quindi vorrei vorrei degli avanzamenti da quel punto di vista. Ma lo so che non lo faranno perché adesso sono super VisionOS. Quindi eh dovrò comprarmi un VisionOS a breve, non potrò mai perché non ho i soldi, ma vediamo.
Gianluca: Magari esce qualche versione aggiornata, perché comunque il Vision se lo merita un hardware meno pro. Soltanto Vision. Vabbè, Angelo?
Angelo: Eh io cosa mi aspetto, cosa vorrei? Mah, ehm una domanda molto difficile perché in realtà praticamente è quasi tutto sicuro, quasi sembrerebbe. Ma io mi aspetto in realtà che Apple ci sorprenda con qualcosa che con un cambio di quelli alla Apple. Uno che è così incredibile che io qui non posso adesso dirtelo perché non ci posso arrivare. Quindi vediamo.
Gianluca: Come cosa cercare di creare una cosa nuova, dici?
Angelo: Comunque sì, qualcosa. Ripeto, alla Apple. Qualcosa che segna un altro trend che poi tutti cercheranno di inseguire. E vediamo nella prossima episodio, nel vedremo nel prossimo episodio se abbiamo acchiappato qualcosa.
Gianluca: Sai una cosa che io non voglio assolutamente, parliamo di questo. Non fatemi l'iPhone pieghevole, per favore. Non voglio l'iPhone pieghevole, per favore.
Gabriella: Quanti di voi pensano che sia fattibile un iPhone pieghevole? Scriveteci nei commenti. Cercate di spararla grossa anche voi per la WWDC. Ecco perché noi l'abbiamo fatto. Gianluca, più di tutti.
Adesso sentiremo un po' i vostri pensieri.
Angelo: Perciò questa è la fine di questo episodio. Mi raccomando, seguiteci su tutti i nostri social. Mettete like, commenti, dove potete in base a quella piattaforma da cui ci state seguendo. E soprattutto commentate con tutto quello che voi pensate sulla prossima WWDC e sugli argomenti di cui abbiamo trattato oggi in questo episodio.
Quindi con questo vi salutiamo. Un grande ciao da tutti noi. Ciao.