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Ep.12 - Apple annuncia il nuovo CEO e Instagram introduce novità con Instants

👀 In questa puntata parleremo di: * Nuovo CEO Apple: John Ternus cosa cambierà? * Richieste: Apple TV da gaming e un Vision Pro più accessibile. * App Store Connect & Instaz: novità Xcode 26, nuovi analytics e la sfida di Meta a BeReal. In più, cerchiamo beta tester per la nostra nuova app!
mag 05, 2026

📺 Abstract

In questa puntata del podcast "In Development", Angelo, Gabriella e Gianluca tornano dopo una lunga pausa e affrontano quattro argomenti principali:

  1. Cambio al vertice di Apple: Dopo 50 anni di Apple e il passaggio storico da Steve Jobs a Tim Cook, arriva un nuovo CEO: John Ternus. Ingegnere di lungo corso in Apple, Ternus ha guidato la transizione dai processori Intel agli Apple Silicon ed è stato tra i principali sostenitori del MacBook Neo. Tim Cook passerà al ruolo di Chairman, occupandosi della facciata pubblica e — scherzi a parte — dei rapporti con il governo statunitense. Il team ragiona sulle differenze tra uno stile manageriale analitico (Cook) e uno più pragmatico e orientato alle decisioni (Ternus), e su cosa ci si aspetta da questo cambio di passo. Extra: Johnny Ive alla Ferrari.
  2. Letterina a John Ternus: Angelo chiede una Apple TV gaming-oriented con chip M, da mettere sotto al televisore. Gianluca invece chiede meno Vision Pro da "fissati cronici" e più soluzioni realmente utilizzabili nel quotidiano.
  3. App Store Connect — novità tecniche: Obbligo di buildare le app con Xcode 26 (SDK iOS 26) per tutti i nuovi upload. Buone notizie: gli Analytics di App Store Connect vengono finalmente integrati all'interno della sezione dell'app stessa, non più in una sezione separata. Arrivano anche nuovi benchmark di monetizzazione sulle Subscription (Download to Pay Conversion, Proceeds per Download).
  4. Instagram Instaz: Meta lancia Instaz, una nuova app per foto istantanee non modificabili — chiaramente ispirata a BeReal ma integrata nell'ecosistema Instagram. Il team discute se sia una feature o un'app a sé stante, l'evoluzione dell'utilizzo di post, stories e istantanee, le strategie di monetizzazione e il branding delle icone. In chiusura: annuncio di una nuova app Apple Watch per Paddle e Tennis in sviluppo dal team, con call to action per beta tester.

🎙️ Transcript

Angelo: Benvenuti a In Development, il podcast dove commentiamo ciò che succede nel mondo dello sviluppo software. Io sono Angelo, qui con me Gabriella, Gianluca e Francesco alla regia. Mettetevi comodi, preparatevi i popcorn, prendete la vostra bibita preferita e iniziamo. Ciao a tutti! Finalmente, qui ritornati dopo tantissimo tempo a un nuovo episodio di In Development.

Gabriella: Scusa, non ero pronta. Non ero pronta, tu fai così senza avvisare.

Gianluca: Però tu puoi fare queste cose così senza avvisare.

Angelo: Oggi, oggi siamo qui a festeggiare la liberazione.

Gabriella: La liberazione dal gioco nostro, dalla tortura che gli facciamo ogni sabato.

Angelo: E mandiamo avanti da questa — è anche la vostra liberazione, esatto. Nella puntata di oggi parleremo — dopo tanto tempo — di tantissime novità. Una su tutte: il cambio alla testa di Apple.

Gianluca: Tanti auguri Apple, 50 anni e non sentirli!

Angelo: In casa è stato cucinato, è stato cucinato, e boh. Ed è al suo posto il signor John Ternus. Si chiama Ternus, perfetto.

Gabriella: Almeno per questo aveva un nome, capito? Easy, Ternus all'otto.

Angelo: Perché?

Gianluca: Il terzo! Terzo, terzo, è scelto apposta.

Angelo: Oltre a questo, nuovi aggiornamenti su App Store Connect — sembrato — Apple SDK, cose tecniche, roba di sviluppo. E invece novità in casa Meta con Instagram che ha lanciato una sorpresa per poi dire "no, in realtà è una..." — capiamo. Quindi ne parleremo e iniziamo col primo degli argomenti, ovvero il cambio della testa di Apple.

Gianluca: Tanti auguri! Adesso è proprio 50 anni. Ma sai che c'è un altro anno che è passato molto sotto traccia? È anche il compleanno dell'Apple Watch — 11 anni di Apple Watch, incredibile.

Angelo: 15 anni... forse il prodotto best seller?

Gabriella: Non è invecchiato benissimo.

Gianluca: L'Apple Watch in confronto... Apple dice 50 anni non li sentono, vabbè, volano in borsa, tutto quello che vuoi, stanno bene. L'Apple Watch, 11 anni, secondo me li sente tutti — c'è proprio bisogno di qualcosa.

Gabriella: E noi ci accingiamo a fare un'app per l'Apple Watch.

Gianluca: Vabbè, però sono fatti. Comunque già si sapeva da un po' in realtà che Tim Cook era pronto a lasciare i remi della barca. Sicuramente è stato un grande gestore di azienda, ci ha portato l'azienda a una valutazione incredibile, risolvendo tutti i problemi lasciati dal nostro compianto Steve Jobs.

Gabriella: Non si parla di chi non c'è più, va bene.

Gianluca: Nel senso, il passaggio dell'azienda rispetto al passaggio tra Steve Jobs e Tim Cook — sicuramente diverso. C'è il cavalierato, il cavalierato.

Gabriella: Sì, adesso questa nuova testa prenderà Apple in un periodo storico abbastanza importante. Dal dire che mi pare inizi a settembre.

Angelo: Inizia a lavorare a settembre.

Gianluca: Ma in realtà già iniziava... in realtà già stavano lavorando insieme, cioè sono già...

Angelo: Io credo che lui, il signor Ternus, lavorasse già in azienda da un bel po'. Per essere poi — l'unica cosa che ho scoperto come background è che è un ingegnere. Quindi sarà una mente non un ingegnere qualunque.

Gianluca: Era il capo dell'hardware, quindi il capo della sezione hardware mondiale. Ha lavorato soprattutto agli ultimi prodotti, quelli là che hanno portato poi al cambio. Si dice è stato responsabile della transizione dai CPU Intel agli Apple Silicon — qui è stato anche il principale sostenitore del nuovo MacBook Neo. Quindi diciamo si è fatto valere per queste ultime cose, è stato scelto.

Angelo: Secondo voi questo suo essere molto tecnico, questo suo valore tecnico porterà un cambiamento importante?

Gianluca: Sono contento, perché c'era bisogno di un cambiamento da un po'. Lo diciamo — Apple è un po' con l'innovazione sta andando un po' troppo lenta, e cose varie. Quindi sicuramente questo cambio può fare solo che bene. Inoltre sono molto contento di questa scelta per un'altra motivazione: a quanto pare comunque le persone che sono attorno alla cerchia dicono che non solo è un tecnico, ma anche una persona con una personalità molto forte nelle scelte. Nel senso, Tim Cook si dice appunto che era una persona molto analitica, un businessman — analizzava molto le situazioni, magari non sceglieva determinate cose ma andava molto per dati e analisi. Invece lui è più appunto pragmatico, più orientato alla scelta, più orientato a prendere delle decisioni, delle azioni. Quindi è probabilmente una cosa che potrebbe dare un po' uno scossone di gestione a tutto quanto l'albero genealogico, dal capo fino ai developer, per cercare di dare un po' una spronata ai prodotti. Anche perché comunque è stato già dichiarato: vogliono recuperare sul campo dell'AI, vogliono ancora di più sviluppare il campo dei servizi.

Gabriella: Non mi aspetterei diversamente, anche perché è quello che più gli manca. Però un cambio di gestione fa sempre bene, anche dopo tanto tempo. Anche se non seguirò necessariamente la scia — non che sia sbagliato ovviamente seguire la scia di chi ti ha preceduto — però allo stesso tempo quello che fa la differenza è l'impronta che dai tu. E credo che Apple sia una di quelle società nelle quali la parte manageriale, la gestione è necessaria — la faccia di tutta l'azienda è estremamente necessaria — e va curata tantissimo. Segue un po' questa necessità di essere attaccata a una figura predominante rispetto agli altri. Non è solo il nome Apple, ma è anche accompagnato da chi sta gestendo Apple. E quindi è necessario che John Ternus porti il giusto apporto essendo se stesso, e non seguendo necessariamente quello che Tim Cook ha fatto — che comunque, complimenti, cioè molti l'hanno criticato. E però secondo me la critica era soltanto: vieni da una personalità come Steve Jobs che ha fatto l'azienda, e quindi seguire è difficilissimo. Secondo me adesso questo Ternus si ritroverà in un posto un po' più comfort.

Angelo: La sedia di Apple scotta sempre.

Gianluca: John avrà bisogno di un altro Tim Cook sotto di lui che lo salva.

Gabriella: Però non segue Steve Jobs, capito?

Gianluca: Ma Steve Jobs — si è salvata l'azienda soltanto perché c'era Tim Cook che sotto Steve gli salvava diciamo tutta la parte amministrativa.

Angelo: Vabbè, però c'è da dire che la figura di spicco che ricopriva Tim Cook, e adesso subentrerà John Ternus, ha bisogno di una personalità più action, un po' come Steve Jobs, piuttosto che una personalità che poi in realtà lavora bene dietro. È un capo di linea importante che ti porta avanti l'azienda, ti trascina anche come morale, come personalità.

Gianluca: No, sono convinto sicuramente. Come dicevi tu, il fatto che lui sia molto più pragmatico, più giovane.

Gianluca: Tim stava avvicinandosi ai settant'anni.

Angelo: Si vedeva già nell'ultima fase. Che poi la cosa divertente è che lui non va in pensione — cioè Tim non smette di lavorare, cambia lavoro.

Gianluca: Capito che lavoro va a fare adesso Tim? Tim entra nel Chairman, quindi diventa comunque nella sedia di chi comanda, e sarà il responsabile della gestione con la facciata pubblica — quindi con il governo americano. Praticamente il suo lavoro sarà quello di gestire Trump, letteralmente, per farla molto breve. È il filtro tra la follia di Trump e... ok adesso ci censurano, scusate. È il filtro tra... sicuramente Trump guarderà questo podcast e ci censurerà al 100%.

Gabriella: Non penso sappia leggere i sottotitoli.

Angelo: Ok. Se non ci censuravano prima adesso...

Gianluca: La festa della liberazione! Dicevamo, Tim va a fare questo lavoro e praticamente sarà la facciata pubblica del management. Sarà quella persona che andrà a filtrare tutto quello che è il mondo esterno che vogliono avere contatti col management, lasciando John più libero di potersi concentrare su quello che è il lavoro della gestione interna. Divertente questa cosa.

Gabriella: Quindi gli hanno tolto la cosa più stressante che c'era da fare.

Gianluca: Penso che abbia fatto lui la maggior parte delle movimentazioni. Anche perché dopo un po' queste aziende, quando sono quotate a questi livelli, per garantire che non ci siano scossoni nel valore di mercato delle azioni devono fare dei passi molto ben prestabiliti su come avvengono questi cambi di potere. Adesso stanno già lavorando insieme per fare questa transizione molto lenta ed efficace — smooth. Quindi è interessante. Io sono contento, ci sia un attimo uno scossone. Spero di rivedere un po' quelle novità che ci mancano. Tra l'altro mi sembra avevo letto un'altra cosa: John era una delle persone che si era opposto molto al progetto dell'Apple Car.

Angelo: Non so se vi può dare un'emozione... guarda... bravo! Sono bravo. Tornate a fare quello che sapete fare — cioè, non vi mettete a fare macchine, evitiamo.

Gianluca: No, la Ferrari luce...

Angelo: Eh sì, la Ferrari istituto luce, la Ferrari interessante, ci sta. Però non è Apple. Però hanno il signor Ive, Johnny Ive, che secondo me ha fatto anche — per quello che si è visto — un lavoro incredibile. Voglio vedere poi l'estetica della macchina anche da fuori, vediamo come sarà. Io poi sono molto fan di Pininfarina come designer delle vetture, però insomma vedremo. Sulle auto io sono molto nostalgico.

Gianluca: Vabbè, quindi... letterina a John, cosa gli vogliamo chiedere?

Gabriella: Possiamo chiamarlo John? Dai, nome e cognome ragazzi. Il signore.

Gianluca: Perché Tim non lo chiamavi Tim? Fammi capire, l'hai chiamato Tim fino a mo'.

Gabriella: Poi c'hai il suo cognome fantastico, dai.

Angelo: Allora, signor Ternus, io gradirei che Apple si impegnasse un po' di più nel lato gaming, che noi ne stiamo parlando tanto qua nel podcast. Vorrei una bella Apple TV con un bel chip M che sfrutta tutta la potenza del chip Apple da mettere sotto al televisore, abbinata a un bel controller, di cui sono molto fan delle periferiche di input. Così la metto là sotto al televisore e ci gioco.

Gianluca: Compreresti un altro controller?

Angelo: Già sto aspettando che Gabe Newell di Valve cacci questa dannatissima Steam Machine, così compro anche lo Steam Controller.

Gabriella: Ecco.

Angelo: Dai, perché così c'è più concorrenza, si fanno più cose, ci divertiamo tutti di più. L'Apple Watch non ci interessa — ci interessa giocare, che ci facciamo con l'orologio?

Gabriella: Non sono d'accordo su questo fatto. Si può fare quello e quell'altro.

Angelo: Io magari posso parlare della mia letterina? Poi nella letterina tu ci metti quello che vuoi.

Gabriella: Io non scrivo la letterina.

Gianluca: Non gli dici niente? Non vuoi niente da aggiungere?

Gabriella: No, non ti dico niente.

Angelo: Comunque io ho questo: una bella Apple TV gaming-oriented.

Gianluca: Ci sta.

Angelo: Magari tipo un bel Mac Mini — una specie di Mac Mini con lo shape del telefono da mettere sotto al televisore, però con un'interfaccia tipo dell'Apple TV per semplificare.

Gianluca: Un Apple console, game console.

Angelo: Voglio quello. Se la fai, me la mandi pure gratis — che mi fai i soldi per comprare. Cioè ti sto regalando questa perla. Ti ho risolto tutto il lavoro.

Gabriella: Magari è l'ultima cosa che devono fare. Cioè tipo, viene superata da tutte le altre cose.

Angelo: Adesso sentiranno questo podcast. Lui ha detto che c'è una roadmap già in testa.

Gianluca: Lui ce l'ha detto: abbiamo una roadmap davanti a noi.

Angelo: Come minimo.

Gabriella: Capito che piangi. Da qui ai prossimi dieci anni.

Gianluca: Ed è tutto prestabilito.

Angelo: Vabbè, tu la letterina non la vuoi fare.

Gabriella: Non la faccio.

Gianluca: John, la mia letterina per te. Tanti complimenti. Che ti devo dire? Non fossilizzarti troppo sugli iPhone — non farmi uscire l'iPhone che si apre a metà, brutto. Se devi fare qualcosa, fallo bello. Forse, guarda, smettiamola di giocare con questi caschetti del Vision Pro e cerchiamo di creare qualcosa di utile veramente per non soltanto i fissati cronici. Per il Vision Pro — qualcosa di un po' più human-based. Una cosa Vision Pro però non per ucciderti la testa. Utilizzabile anche se non sei un fissato cronico. Quindi una cosa un po' più utilizzabile da tutti nel mondo reale.

Angelo: Apple Lupara Lenda.

Gianluca: Sì, poi divertiti. Che ne so, esplora, vedi tu, fai quello che vuoi.

Gabriella: Vedi tu, fai quello che ti pare.

Gianluca: Un abbraccio, un bacio, ci vediamo. Se ci vediamo...

Angelo: Se vuoi ci offriamo una bella cena.

Gabriella: Se vuoi invitarci alla WWDC.

Angelo: A Torre del Greco.

Gianluca: Se vuoi venire qua, ti facciamo un'intervista, ti facciamo assaggiare un sacco di prodotti buoni che in California non trovi.

Angelo: Un bello saladier, lo vesti spado. Capito. Pronto per te, cucinato da Gianluca.

Gianluca: Ormai ce lo siamo già mangiato.

Angelo: Vabbè, un bacio saladier. Poi invita anche Tim — che non lo lasciamo fuori.

Gianluca: Ci mancherebbe altro.

Angelo: Se vuole portare pure la famiglia... Come volete, noi siamo più che contenti. Non troppi però, perché poi le sedie sono poche.

Gabriella: Ma invece di invitarlo qua, non possiamo invitarci loro là?

Gianluca: Sono più contenti di venire loro qua. È più bello qua. Andiamo a fare un bel giretto in barca.

Gabriella: Waiting for John Ternus. Per il signor John Ternus. Il podcast si chiamerà Salatier a casa.

Gianluca: Nel senso... poi invita anche Tim.

Angelo: Passiamo ai prossimi argomenti, che in realtà sono veloci, di cui ci dirà di più la nostra inviata, Gabriella Annunziata.

Gabriella: Io inviata su App Store Connect. Esatto. Allora, la prima news molto rapida è che dovete assolutamente buildare le vostre applicazioni su Xcode 26. Perché adesso il minimum requirement per le applicazioni che vengono uploadate su App Store Connect sarà SDK di iOS 26, iPadOS 26... devono comprendere iOS 26, tvOS 26, watchOS 26. Quindi dovete per forza...

Gianluca: Vi ricordate quando è uscito Liquid Glass iOS 26, dicevano: entro un anno dobbiamo aggiornare tutti quanti le applicazioni facendo una build con il nuovo Xcode. È arrivato il momento. Ci siamo, è arrivata la scadenza. Quindi tutte le nuove build, i nuovi upload su App Store Connect devono essere con l'Xcode nuovo — devono supportare la nuova build di iOS 26, altrimenti vengono rifiutate automaticamente. Quindi poi non ve la prendete: Apple ci rifiuta sempre le app... bisogna aggiornare e rendersi compatibili col nuovo sistema, obbligatoriamente.

Gabriella: Però è molto semplice. Noi abbiamo aggiornato una delle nostre applicazioni — semplicemente...

Gianluca: Basta veramente scaricare l'Xcode e aggiornarlo.

Gabriella: Cioè sì, non c'è nulla di preoccupante in realtà, quindi fatelo soltanto. L'unica cosa: ricordatevi che se non fate un update da tanto su un'applicazione, ricordatevi di farlo adesso. Altrimenti non potrete più mettere niente.

Gabriella: Next one — sempre App Store Connect, che è praticamente il mio mondo. Allora, qualche giorno fa avrete aperto App Store Connect...

Angelo: Sicuramente. È la prima cosa che fate la mattina — vi svegliate e aprite App Store Connect, guardiamo un po'!

Gabriella: Prima, avete visto un bellissimo messaggio che io ho aspettato da una vita: "Nuovo update per gli Analytics di App Store Connect." Finalmente — dopo che io ci ho sbattuto non so quanto tempo. Effettivamente io mi chiedevo: ma perché questi l'hanno messo qua? Vi ricordate gli Analytics delle vostre applicazioni, che erano una sezione completamente separata dalle applicazioni stesse? Cioè tu avevi "Apps" con la lista delle applicazioni, per mettere le tue build e cose varie, e poi c'era "Analytics" in cui dovevi selezionare l'app e rivedere solo gli analytics. Che poi gli analytics di Apple lasciano il tempo che trovano.

Adesso finalmente Analytics è una sezione all'interno della stessa voce "App". Quindi tu selezioni, nel nostro caso, Out Soon e hai tutte le informazioni dell'applicazione — la parte delle review, tutti i cambiamenti che puoi apportare alla tua app — e puoi vedere all'interno di Analytics, che era la cosa per me più logica, sinceramente. Perché sto lì, sto analizzando la mia app su App Store Connect, non è che voglio passare a un'altra sezione.

In più ci sono dei nuovi Analytics sulle Subscription, che è una cosa interessantissima. Perché prima effettivamente utilizzavi tipo RevenueCat, perché gli Analytics di Apple sulla parte dei Payments era un po' scarsa. Adesso invece ci sono dei nuovi Analytics anche sulle Subscription, e ti danno dei nuovi benchmark — nella sezione Benchmark degli Analytics ci sono dei Monetization Benchmark, che sono "Download to Pay Conversion" e "Proceeds per Download", che prima non erano segnalati. Quindi effettivamente se ti interessa capire l'andamento delle altre applicazioni nel tuo stesso mercato, la parte di monetizzazione secondo me è quella che ha più senso. Poi ci sono degli additional filters, ma la cosa più importante è che c'è una nuova guida — per chi come me deve andare a vedere un po' di Analytics, ci dobbiamo leggere questa nuova guida che troverete in descrizione. Lì c'è tutto il nuovo scibile umano su Analytics di App Store Connect. Stanno migliorando anche la parte di UX — è cambiata, stanno un po' riaggiornando App Store Connect.

Gabriella: Meglio. È meglio. Ci sono ancora dei passi da fare. Signor Ternus, dedichi un po' di tempo in più a questa app.

Angelo: Esatto.

Gianluca: John, post scriptum.

Angelo: PSS, sulla mia letterina.

Gabriella: Un po' di tempo per App Store Connect, che è un po' scarso. Nel senso, è più semplice da usare rispetto ad altri Analytics — per esempio Google Analytics, che fa cacare — però ci manca un bel po' di lavoro. Mi aspetto di più, mi aspetto una UX migliore. Adesso stiamo facendo dei passi avanti, però ce ne vuole per migliorare completamente.

Angelo: Se rendete la vita più facile a noi sviluppatori, più app avrete su Store. E più app fatte bene che ci sono, più gente utilizzerà con piacere i vostri prodotti.

Gabriella: Assolutamente. Parlando di app nuove.

Angelo: Parlando di nuove feature: Instagram, un paio di giorni fa — quando parliamo è il 24, oggi è il 25, quindi ieri — ha introdotto una funzione nuova, che è quella delle "Instaz", cioè delle foto istantanee che vengono condivise con le persone che ti seguono e che tu segui.

Gabriella: Con quelle che vi seguite a vicenda.

Angelo: Con le persone che ti seguono, sempre con la differenziazione: tutti gli amici o close friends. Su cui non si possono editare, non si possono fare filtri, sono questi quadratini con un corner radius molto forte, molto importante. E su cui non si può fare nessun edit e vengono istantaneamente condivise senza che si possa fare nulla.

Gabriella: Sì, premi ed è fatto.

Angelo: Introdotte ieri e poi... cambiamento. Anzi, non è stato nella stessa giornata di ieri.

Gabriella: Questa mattina ho riaperto l'applicazione, quindi credo che...

Angelo: Sull'App Store — ma in realtà, all'interno dell'app di Instagram c'è un collegamento all'applicazione per queste Instaz. Quindi parliamo di questa metodologia di introdurre app come feature in un'app più famosa. Parliamo, parliamo, perché secondo me è un argomento interessante sia dal punto di vista delle funzionalità che è stata introdotta, sia se per voi effettivamente è una cosa carina, simpatica. Io già l'ho utilizzato in questi due giorni — mi è sembrata carina perché mi ha riportato un po' ai primi periodi delle stories.

Gabriella: Sì, è vero.

Angelo: Avevano secondo me un senso, le stories. Attualmente secondo me sono un po' fuori fuoco. Invece mi è piaciuto Instaz. E poi anche dalla parte del marketing nell'introduzione.

Gabriella: Allora, Instagram vuole ampliare la propria suite di applicazioni, cioè la sta creando effettivamente. Ora, Instaz — non pensavo Instaz sarebbe stata l'applicazione che seguiva a Ediz. Perché fino alla creazione di Ediz ci stava — cioè ha senso. Ha senso, effettivamente: hai creato un mercato, hai aperto proprio un mercato con la tua stessa applicazione che ha dato la possibilità a tantissime altre applicazioni di crescere, di diventare importanti e aziende. Quindi sei entrato anche in quella fetta di mercato con Ediz che hai creato tu stesso. Però Instaz, così, non me l'aspettavo.

Mi è piaciuta molto l'introduzione — cioè, quella che è stata l'introduzione all'app attraverso una finta feature all'interno di Instagram, che comunque continuerà ad esserci. Perché tu effettivamente puoi vedere queste Instaz dei tuoi amici dall'applicazione stessa, ma anche da Instagram, nella parte delle chat.

Ora, qui io vi ributto un pensiero che era un pensiero che abbiamo fatto nella primissima puntata, forse una delle prime puntate di questo podcast: quando è una feature, quando è un'app a sé stante? In questo caso, io queste Instaz non le comprendo tantissimo. Carino, è un concetto molto carino, però mi sembra — a parte una copia, come tutti quanti abbiamo visto, di BeReal — che però BeReal è morta e deceduta lentamente verso il dimenticatoio. Quindi c'è una ragione per la quale poi la gente non ha utilizzato BeReal, che possono essere svariate. Magari non succederà per Instaz, ma soprattutto nella tua stessa applicazione — tu Instagram, signor Mosseri — effettivamente hai le stories, che nascono con lo stesso concetto di Instaz, che però hanno subito una variazione dovuta a una questione di soldi, effettivamente di marketing, perché attraverso le stories le persone e le aziende ci fanno più leads possibili. È un altro modo per creare dei leads e quindi vendere roba. Hanno subito queste variazioni. Ora, dov'è la necessità di inserire queste Instaz? Non la vedo. Ma soprattutto creare un'app a parte, che però alla fine è collegata alla stessa applicazione Instagram — perché noi abbiamo visto l'applicazione Instaz, è semplicissima. Che magari è lo stesso concetto delle Instaz, cioè io prendo, non posso fare niente, te la lancio. Quindi è un'applicazione così semplice, ci sta, ma un'applicazione a parte per una feature che è carina e che può stare nella tua applicazione principale. Non lo so, mi butto questa cosa così. Io dubito che avrà un seguito importante. Poi magari mi sbaglio.

Gianluca: Allora, partiamo dall'inizio. Secondo me hanno preso un'idea validata, quella di BeReal, perché comunque BeReal ha avuto successo per una fase. L'idea piaceva, poi è morta per una serie di motivazioni lunghe, però sostanzialmente credo che la principale sia quella che BeReal mancava di un motivo per restare nell'applicazione. Cioè, come fai a guadagnare se le persone non hanno necessità di aprire l'app e di rimanere nell'app? Quindi non era sostenibile nel lungo periodo, probabilmente.

Angelo: Sono d'accordo su questa cosa, però... perché fare l'app?

Gianluca: Ci arrivo. Cioè, come feature la vedo bene perché comunque dicono: "Vabbè, noi dobbiamo innovare, dobbiamo sempre essere in movimento. Questa cosa qua c'è, ha funzionato, c'è la psicologia dietro, la foto istantanea che io pubblico, metto, eh. È una cosa che comunque c'è sempre stata, l'istantanea esisterà per sempre." L'hanno lanciata, ci sta. Perché l'app non l'ho capito benissimo, anche perché non l'ho neanche tanto usata come funzione. Secondo me, a prescindere, soltanto per capire se gli utenti preferiscono avere una funzione completamente separata o meno. Cioè comunque loro hanno un social che funziona. Non penso che volessero creare un clone di BeReal, perché sapevano quale poteva essere il problema visto quello che ha fatto BeReal. Però nello stesso momento non volevano lasciare quello spazio completamente vuoto. Cioè, alla fine loro svilupparono un'applicazione in più, non gli è costato nulla in confronto a mettere la feature nell'applicazione. È una cosa che per loro era un di più, ma non una feature principale. Quindi non devi passare per l'app, è una cosa che se vuoi c'è ma non è brutalmente necessaria. Nel frattempo capiamo se gli utenti preferiscono usare quell'app; se no, la possiamo rimuovere.

Angelo: Cioè, se ha senso svilupparla successivamente perché vediamo che c'è un mercato per cui Instaz prende un senso anche da solo, senza Instagram, allora vediamo di investirci.

Gianluca: Potrebbe. Oppure, secondo me, ci dovrebbe essere magari un'altra questione: nella roadmap di questo progetto, di questa feature, hanno bisogno di qualche feature che semplicemente non potevano facilmente integrare dentro Instagram. Per cui nel futuro avremo delle feature più integrate.

Angelo: C'è una visione più grande che noi non vediamo.

Gianluca: Sicuramente non credo che loro vogliano portarti fuori da Instagram, perché lì fanno i soldi. Quindi la questione è sempre: l'utente ok usa un'altra app, però poi deve tornarmi su Instagram.

Angelo: E anche perché, detto questa cosa, io ho trovato solo Instaz di miei amici. Non ho trovato roba tipo dell'influencer.

Gabriella: No, perché vi dovete seguire a vicenda. Sono persone che vi dovete seguire a vicenda.

Angelo: E quindi diventa molto limitante da un punto di vista commerciale, perché se io, influencer, voglio raggiungere la gente, devo seguire la gente a caso.

Gabriella: Esatto.

Gianluca: No, chiaro. Però l'idea qual è? Avere una cosa in più. Non è un "creo una storia nuova", cioè non è un reshaping di una storia — è una cosa in più che non deve togliere a quello che già esiste. Comunque adesso è una funzione nuova, quindi sarà molto utilizzata perché c'è l'hype iniziale, e loro possono farsi un'idea di quello che sarà. Forse nei prossimi tre mesi inizieremo veramente a capire se questa cosa può avere un senso. Soprattutto sfruttando il fatto che hanno una base utente molto forte — non hanno problemi di gestione di income, cioè tutti i problemi di BeReal sostanzialmente. Non devono sostenere a qualunque costo, non hanno il problema di portare la gente dentro perché la gente dentro già ce l'hanno. Non hanno tanti problemi che un social nuovo deve affrontare — cioè le persone non vanno nei social nuovi perché non c'è nessun altro. Tutta questa roba qua loro l'hanno già risolta e allora si possono permettere di testare.

Gabriella: Io credo che sia una cosa buona delle istantanee — a parte che entra nella fase che stiamo vivendo adesso, un po' di revival di tutto quello che è vintage praticamente, o di nostalgia. Però quello che è noto è che essendo un duplicato — però pensato un po' diverso delle stories, pensato un po' all'origine delle stories — allora può darti più interazioni con un utente che non è portato magari a creare le stories. Tipo io non sono un utente che fa stories.

Angelo: Io credo che la questione sia che le stories sono diventate overwhelming.

Gabriella: Sì, esatto.

Angelo: Cioè puoi fare ormai...

Gianluca: Sono più per dimostrare uno status che per raccontare la tua verità.

Gabriella: Gli analytics, la gente che ti guarda, anche se poi è la feature principale delle stories.

Gianluca: Le storie sono pubbliche — cioè, se hai l'account pubblico le storie le vedono chiunque.

Angelo: Intendevo overwhelming nella questione di personalizzazione, di come si crea la storia. La parte...

Gianluca: Mi dovete mettere il cercare le persone che ti vedono le storie.

Gabriella: Mosseri ultimamente aveva parlato di questo, cercare le stories.

Angelo: Il signor Mosseri.

Gianluca: Non lo metteranno apposta secondo me per dare fastidio alle persone.

Angelo: Non lo so, spero di no io veramente.

Gabriella: Ah, volete il cercare le stories? Adesso vi faccio un'intera feature diversa dove non potete vedere chi mi sta guardando le stories.

Angelo: Ma io questa questione del cercare nelle stories non la capisco. Sarà che mi seguono tre cristiani in croce.

Gianluca: Perché tu devi vedere... cioè, tu metti quella storia perché una persona ti interessa che la guardi.

Angelo: E allora metti direttamente il filtro che mi fa vedere solo quella. Cioè non mi interessa... diciamoci allora metti una cosa che mi fa vedere, non tutti i 120 persone che mi guardano la storia. Mi mostri semplicemente il nome che ti ho indicato che mi devi mostrare. Fine. Una vista sì/no.

Gabriella: E ti manda una notifica in anticipo.

Angelo: Ah sì, una notifica.

Gianluca: Invece adesso con Instaz puoi praticamente mandarlo soltanto alle persone che ti seguono. Cioè un filtro maggiore.

Angelo: Ecco allora è a posto.

Gianluca: Già vi dovete seguire. È un lavoro in più — conoscere questa persona.

Gianluca: Nelle storie comunque vuol dire che ti seguiva già.

Angelo: Vabbè comunque secondo me la questione delle stories e Instaz non si accavallano più — non si sovrappongono più. Perché le stories sono diventate quasi impegnative come un post fisso. Ormai i post fissi li usano solo le persone dopo le vacanze per fare il carosello delle 20 foto di "sono stato qua, sono stato qui". Oppure quelli là che devono fare i social come lavoro. Perché se no penso non ci siano altre persone al mondo che utilizzino più i post. Quindi i post sono diventate le stories, e adesso le stories — la semplicità delle stories — è passata sulle Instaz. Mi domando e dico: non è il caso di andare a mettere i post in pensione? Solo, e utilizzarli solo per i business?

Gabriella: Damn.

Gianluca: No, perché quello ti crea il profilo. Comunque quando vai a vedere il profilo quello è...

Gabriella: Ma tanto adesso stiamo ripensando il profilo con i Reels, quindi...

Angelo: Cioè ormai... ma la persona... ma chi è che va a guardare più? Ma chi è che li fa i Reels? A parte gli stalker che cercano... non lo so, onestamente. Diciamo: io mi domando e dico, Instagram non avrebbe bisogno di una rinfrescata? Capisco la questione commerciale, quindi la parte B2B per le aziende, per chi lavora con i social. Però sono gli unici che effettivamente fanno dei post alla vecchia maniera. E l'utilizzo che almeno io ne faccio, e mi sembra fare tutta la mia cerchia di amici, è l'utilizzo di stories per fare il post — cioè il nuovo post per me è la stories.

Gabriella: Una persona che non sta cercando di vendere qualcosa — anche solo se stessa — capito, nel senso, un'apparenza da vendere, una versione di sé al pubblico, non ha interesse effettivamente nel vedere delle cose permanenti. Quindi il plus delle stories è il fatto che siano i miei post che io faccio e poi scompaiono, quindi io non mi devo prendere le responsabilità di quello che ho fatto 24 ore prima.

Angelo: Ancora meno responsabilità con le istantanee.

Gianluca: Il forse problema di questa cosa qua è che le istantanee sono già per le persone che si seguono, e quindi non ti servono per crescere come profilo.

Gabriella: Una cosa che mi triggera un attimo nel concept di Instagram e dei post...

Gianluca: Quelle ti servono per crescere perché sono indirizzate al pubblico, non sono chiuse.

Angelo: Però su questo è chiaro — però appunto, stiamo valutando la feature e per una volta mi sembra quasi una feature user-oriented, cioè nel senso che è esattamente strano.

Gianluca: È strano, strano che non ci sia nulla per monetizzare. A meno che dietro l'angolo noi non sappiamo come monetizzano.

Gabriella: Quindi probabilmente non stiamo vedendo una cosa palese.

Angelo: Esatto, esatto. Se hanno una base preparata...

Gianluca: Poi se quella cosa cresce e fa di per sé, quello sì. Però capito, essendo una feature dove non si è orientata alle figure business — quindi a tutte quelle figure che poi portano soldi sulla piattaforma — ok che comunque fanno girare i soldi perché Instagram, a parte con le ads, non credo monetizzi in altro modo. Con il coso verificato si vede.

Gabriella: Ma troveranno un modo per monetizzarlo.

Gianluca: Basta che mettono una pubblicità ogni tot tra le cose dei tuoi amici.

Gabriella: Mamma mia che bello.

Gianluca: Forse non è il modo più bello ma il modo più facile per loro, quello sì. Però capito, è la cosa che posso aspettarmi che loro possano fare in tempo zero. Poi se si trova un modo più elegante ben venga.

Angelo: E tra l'altro poi mettono un po' il modello OnlyFans...

Gianluca: Lo stanno facendo con WhatsApp a quanto pare — vogliono mettere l'abbonamento per i contenuti esclusivi dei canali e cose varie.

Gabriella: Come idea, tipo anche YouTube prima, dai. I contenuti esclusivi a pagamento. Cioè dai, non è simile a OnlyFans.

Gianluca: Però la chat è più privata di un canale YouTube, con poche persone.

Angelo: Non è più... il premium di Telegram, non lo so — che puoi creare canali, gestire cose, vabbè, è più complesso la gestione.

Gianluca: No, però sono i canali privati a pagamento: che tu per iscriverti a quel canale devi pagare.

Angelo: No, pensavo fosse... ok capito.

Gabriella: Io invece volevo un commento da parte di Angelo sull'icona di Instaz — non ce l'ho fatto troppo caso.

Angelo: Ti devo dire la verità, quindi se... c'è un impegno, c'è un grande impegno qui.

Gabriella: Adesso farò vedere l'icona.

Gianluca: Vabbè, stanno facendo una...

Gabriella: Che triste... una suite di prodotti tutti simili. Ediz, Instaz e questa.

Angelo: Vabbè, c'è sicuramente un utilizzo oculato della loro brand identity. L'identity è una, questo gradiente che tra l'altro mi sembra utilizzato in maniera diversa — sto facendo un confronto con Ediz che voi non potete vedere in questo momento, però ce la vedete qui sopra. C'è del grigio con quel flash, quella spark. Diciamo che ci sta, nel senso, è funzionale per loro, è funzionale nella loro identity. Non colpisce il mio gusto personale, però non che io sia poi super forte su questo.

Gianluca: Queste cose qua tornano esattamente sulla questione che comunque loro hanno questo brand ma non hanno nessun interesse a far rendere queste applicazioni visivamente attrattive. Cioè, se fai caso, l'applicazione di Instagram è quella che prende sempre l'attenzione rispetto alle altre due. Se metti Ediz e Instaz di fianco a Instagram, Instagram ti toglierà sempre l'attenzione alle altre due.

Gabriella: Sì, infatti. Cioè, io penso che pianifichino un cambio anche di Instagram. Perché l'app icon di Instagram è un po' lontana, secondo me.

Angelo: Come diceva Gianluca, deve essere sempre la principale.

Gianluca: Perché secondo me è lo stesso quadrato di Instagram — soltanto che è il negativo, il colore invertito dell'app icon di Instagram.

Angelo: Tra l'altro adesso sto notando una cosa che mi sta dando un fastidio: il quadrato di Ediz non ha lo stesso corner radius del quadrato di Instaz. Cioè non è lo stesso quadrato, non ha lo stesso corner radius di Instagram — è più panciuta. Perché riprende quella forma che c'è all'interno del riquadro delle Instaz. Riprende quella cosa, però non è lo stesso di Ediz.

Gabriella: Vabbè, ci passiamo su. Facciamoci un'Instaz in diretta.

Angelo: Facciamo Instaz in diretta, vai.

Gabriella: Già l'abbiamo fatta una identica, prima della puntata. Per chi l'ha vista, e nessuno ha messo mi piace, siete dei pessimi.

Angelo: Siete dei pessimi, veramente. Vabbè, vi devo ricordare di seguirci su tutti i social: Instagram, su Twitter che non si chiama Twitter più ma da una vita su X, su LinkedIn, su YouTube, su Apple Podcast, Amazon Music, Spotify. E noi ci vediamo alla prossima.

Gabriella: Io volevo aggiungere, a questo momento di vendita, che noi stiamo sviluppando un'applicazione per Watch. E quindi, se avete un Apple Watch e soprattutto giocate a Paddle o a tennis, e vi va di fare da tester per noi, noi lasceremo un form qui giù in descrizione. Lasciate la vostra mail dell'account Apple e sarete aggiunti al nostro TestFlight esterno, e potrete in anteprima provare la nostra applicazione prima che vada su store.

Angelo: Comunque tu lo stai sapendo in anteprima, perché questo video ancora deve uscire.

Gabriella: Il nostro fonico si sta vendendo inutilmente.

Gianluca: Perché qua mi trattano male, quindi...

Gabriella: Si sta vendendo il nostro fonico, nella sezione "vendita".

Gianluca: Stai cercando di liberare la tua posizione.

Gabriella: Il nostro fonico vuole un lavoro retribuito. Troverete il suo LinkedIn e il curriculum. Open to work. Open to work, Francesco, come fonico.

Gabriella: Quindi, ricordatevi il form in descrizione. Dovete avere un Apple Watch e dovete giocare a Paddle o tennis — anche solo una volta nella vostra vita. Io non ho mai giocato, quindi non sono l'utente medio purtroppo. Qui neanche giochiamo a Paddle.

Gianluca: Però ad Angelo piace.

Gabriella: Piace vedere il tennis, giusto?

Angelo: È bello il tennis quando... non gioco io.

Gabriella: Quando vince Sinner.

Angelo: Sono molto contento.

Gabriella: Ok, quindi niente. Ricordatevi in descrizione.

Gianluca: Se avete qualche altra idea di app, possiamo metterla in mezzo, fatecela sapere. Noi possiamo realizzare i vostri sogni.

Angelo: A pagamento. Ciao. La puntata finisce così: realizzare i vostri sogni a pagamento.

Gianluca: Se non ci censura Trump prima.

Gabriella: Il tema OnlyFans. Se non ci censura l'amministrazione Trump prima.

Gianluca: Esatto. Abbiamo finito.

Gabriella: Siamo censurati — titolo di questa puntata. Va bene signori.

Angelo: Alla prossima puntata, spero, con un pacing tra una puntata e l'altra normale rispetto a quello della nostra ultima pausa.

Gianluca: Dai. Ciao!

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